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Al cinema CARACAS di Marco D’Amore tratto da “Napoli Ferrovia” di Ermanno Rea

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Dal 29 febbraio al cinema “Caracas” il film di Marco D’Amore tratto dall’opera letteraria “Napoli Ferrovia” di Ermanno Rea.

Prodotto da Picomedia, Vision Distribution e Mad Entertainment, “Caracas” è stato scritto dal regista con Francesco Ghiaccio ed è interpretato da Toni Servillo, Lina Camélia Lumbroso e Marco D’Amore, con Brian Parisi, Andrea Nicolini e Marco Foschi.

La trama

Giordano Fonte è uno scrittore napoletano che si aggira in una Napoli che inghiotte e terrorizza ma allo stesso tempo affascina, una città che non riconosce più dopo esservi tornato dopo molti anni. Ma non è solo. Con lui c’è Caracas, un uomo che milita nell’estrema destra e che sta per convertirsi all’Islam, alla ricerca di una verità sull’esistenza che non sa trovare.

Giordano canta l’amore impossibile tra Caracas e Yasmina attraversando una città dove tutti sperano di non perdersi, di salvarsi. Tutti, anche Caracas e Giordano, sognano di poter aprire gli occhi dopo un incubo e scorgere, dopo il buio della notte, una giornata piena di luce.

Marco D’Amore e la storia di Caracas

Caracas è un figlio del nostro tempo, solo e perduto, alla ricerca di una verità sull’esistenza che non sa trovare.

Caracas è il Cristo della ferrovia, ultimo tra gli ultimi. Caracas odia il mare e bestemmia Napoli tra i denti. Al suo fianco ha trovato un grande vecchio, un romanziere che si aggira nei budelli di una città che non c’è più, che non riconosce più, ma che è stata casa sua. Giordano vuole smettere di scrivere perché sa che essere tornato è stato un errore.

La Napoli di Caracas è una città abbandonata e sfatta, bellissima. Abusata e sfrontata. Dannata. Napoli non è Napoli, è un barrio sudamericano, una favela brasiliana, una baraccopoli indiana. Eppure tra i vicoli di questa babele, nell’umido delle sue strade, tutti sentono di poter realizzare i sogni ballare avvinghiati di passione.

Tutti sperano di non perdersi, di salvarsi. Tutti, anche Caracas e Giordano, sognano di poter aprire gli occhi dopo un incubo e scorgere, dopo il buio della notte, una giornata piena di luce.
Marco D’Amore

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