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“Promet…ti amo – my wow in blue”: ironia, fede calcistica e devozione popolare nel corto di Fabio Izzo

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Una promessa in azzurro: il pellegrinaggio calcistico e umano di Promet…ti amo – my wow in blue

Con Promet…ti amo – my wow in blue, Fabio Izzo firma un cortometraggio che trasforma il tifo calcistico in materia cinematografica, fondendo ironia, malinconia e devozione popolare in un racconto profondamente napoletano e sorprendentemente universale. Presentato al Pulcinella Film Fest, il Festival della Commedia di Acerra, e in prestigiosi contesti internazionali come il Paradise Film Festival e il Cinestesya Film Festival, il film ha conquistato il Premio come Miglior Cortometraggio all’Asian Talent International Film Festival 2025 ed è candidato ai Barcelona Indie Awards 2026, confermando la forza di un’opera capace di viaggiare ben oltre i confini locali.

Izzo racconta la storia di Fabio, tifoso del Napoli segnato da 33 anni di attesa, disillusione e fede incrollabile. Lo scudetto ormai è un ricordo d’infanzia, qualcosa di perduto nel tempo, come tutte le cose belle della vita. Per questo Fabio fa un fioretto: qualora il Napoli dovesse vincere il campionato andrà in “pellegrinaggio” nella terra natia di uno dei suoi campioni. Così quando il Napoli di Spalletti, Kvaratskhelia e Osimhen vince lo scudetto la città viene travolta da gioia ed euforia.

Ma dopo solo un anno arriva il disastro del 10mo posto in campionato e allora Fabio, per salvare il salvabile, della sua vita, del suo onore e del Napoli, decide di mantenere fede alla sua promessa. Sceglie di andare in Georgia, terra di Kvara, perché il viaggio è più economico rispetto alla Nigeria di Osimhen… ma proprio mentre sta per partire, il PSG porta via da Napoli il fuoriclasse georgiano. Eppure una promessa è una promessa e deve essere mantenuta anche quando tutto sembra remare contro.

Girato come un viaggio fisico e interiore, Promet…ti amo – my wow in blue riflette sul senso dell’attesa, sulla superstizione come ancora di salvezza e sul calcio come mitologia contemporanea. Con uno sguardo asciutto ma empatico, Izzo costruisce un racconto in cui l’amore per una squadra diventa specchio di fragilità personali e di un’identità collettiva che non smette mai di credere. Un corto che conferma come, a volte, mantenere una promessa sia l’unico vero atto di resistenza possibile.

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