“Il Commissario Ricciardi”, terza stagione: il ritorno del dolore e dell’amore nel cuore di Napoli
Dal 10 novembre su Rai 1, Lino Guanciale torna nei panni del commissario capace di vedere i fantasmi delle vittime di morte violenta. Una terza stagione che intreccia sentimento, mistero e una Napoli sempre più protagonista.
Diretta da Gianpaolo Tescari, la serie tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni promette emozioni forti tra nuove indagini, amori impossibili e un assassino seriale che sfida la ragione.

“Il commissario Ricciardi” è su Rai Play
Napoli, dicembre 1933. Lino Guanciale torna a vestire i panni del commissario Luigi Alfredo Ricciardi, barone di Malomonte, nel nuovo capitolo della fortunata serie Il Commissario Ricciardi, tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni e coprodotta da Rai Fiction e Clemart.
La terza stagione – diretta da Gianpaolo Tescari, con la regia della terza serata affidata anche ad Alessandro Scuderi – debutta lunedì 10 novembre in prima serata su Rai 1, in quattro episodi da cento minuti ciascuno.
Ricciardi, dotato del dono (o maledizione) di vedere i fantasmi delle vittime di morte violenta e di ascoltarne l’ultimo pensiero, affronta nuove indagini e un periodo di svolta nella sua vita sentimentale: dopo anni di esitazioni, ha finalmente trovato il coraggio di dichiararsi a Enrica Colombo (Maria Vera Ratti). Ma la serenità resta un miraggio: la madre della ragazza non approva la relazione, e il segreto del commissario rischia di distruggere la felicità appena conquistata.

Tra amore, ombre e giustizia
Accanto a lui ritroviamo il brigadiere Maione (Antonio Milo), il dottor Bruno Modo (Enrico Ianniello), la cantante Livia Lucani (Serena Iansiti), la contessa Bianca Palmieri (Fiorenza D’Antonio), la fedele domestica Nelide (Veronica D’Elia), e poi la eccentrica e fidata Bambinella (Adriano Falivene), l’oscuro Falco (Marco Palvetti) e il pedante Garzo (Marco Pirrello). Tutti personaggi che, tra drammi privati e speranze sopite, riflettono un’epoca in cui la città di Napoli diventa specchio dell’animo umano: viva, contraddittoria, feroce e misericordiosa allo stesso tempo.
Ogni episodio intreccia il mistero poliziesco con temi universali: il senso di colpa, la fede, la giustizia e l’amore. Dall’omicidio del Capitano Garofalo e della moglie nel primo episodio Per mano mia, fino al drammatico Il pianto dell’alba, in cui un crimine inaspettato travolge lo stesso Ricciardi, la serie attraversa i generi con eleganza cinematografica e ritmo narrativo incalzante.


Un commissario tra due mondi
«Ricciardi è un personaggio unico – ha raccontato il regista Gianpaolo Tescari – perché vive in bilico tra la vita e la morte, tra la logica e l’invisibile. Ma in questa stagione c’è una nuova luce: l’amore di Enrica, che prova a salvarlo dal suo stesso dolore».
Una direzione registica che accentua il respiro intimo della serie, lasciando spazio alle sfumature psicologiche e alla musica di Napoli, che diventa voce e testimone del racconto.



La forza di Napoli e dei suoi fantasmi
Ancora una volta, la città è protagonista assoluta: le sue strade, i vicoli, le luci natalizie e la penombra fascista che incombe su ogni storia fanno da cornice a un intreccio dove vita e morte si sfiorano costantemente. È una Napoli che vive di misteri e poesia, teatro perfetto per l’anima inquieta del commissario più amato del pubblico italiano.
Come nelle precedenti stagioni parte delle scene ambientate nei vicoli di Napoli sono state girate nel centro storico di Taranto.
Con Il Commissario Ricciardi 3, Rai 1 rinnova il suo sodalizio con la grande fiction d’autore: una serie capace di fondere emozione e introspezione, investigazione e sentimento. E se ogni delitto nasconde un dolore, questa stagione promette di mostrarci come solo l’amore – quello vero, fragile e tenace – possa dare pace anche ai fantasmi più inquieti.







