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“Succede anche nelle migliori famiglie” di Alessandro Siani

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Davide Di Rienzo, laureato in medicina e finito a fare il volontario alla Caritas, perché troppo influenzato dall’opprimente figura paterna di medico eccellente – in poche parole la pecora nera della famiglia Di Rienzo conduce una vita tendenzialmente normale, spesa tra una delusione amorosa e l’altra. Un giorno, però, il suo equilibrio viene sconvolto da una telefonata: suo padre è morto. Tornato nella vecchia villa di famiglia, decide di prendersi cura della madre Lina, visibilmente scossa e provata, assieme ai suoi fratelli perfetti Renzo e Isabella, rispettivamente avvocato e psicologa, entrambi di successo.
Ma ecco che nel giro di pochissimo, la madre Lina sembra aver recuperato tutto l’entusiasmo e la gioia di sempre. Sarà stato il calore e l’amore dei figli? Non proprio, quanto più un nuovo, imminente, matrimonio: il suo. Lina, infatti, si sposerà la settimana seguente con il signor Angelo Cederna, vecchio amichetto e fidanzatino d’infanzia. Che cosa? Chi è quest’uomo? I tre fratelli vogliono vederci più a fondo. Ma per il momento, c’è soltanto una certezza: questo matrimonio non s’ha da fare!
Ad ogni modo, il giorno del matrimonio, nonostante le crescenti perplessità dei tre figli, arriva, ed è proprio il giorno in cui tutte le certezze sulla famiglia Di Rienzo vengono spazzate via, come un castello di carte. Tanti segreti sorprendenti stanno per essere svelati come succede nelle migliori famiglie, e forse proprio Davide…

Alessandro Siani e il ritorno alla commedia pura: le note di regia

Succede anche nelle migliori famiglie è sicuramente il mio ritorno alla commedia pura. Molti film favolistici hanno scandito il mio percorso da regista, segnando e contaminando il mio stile diviso tra magia e comicità.
Il mio ultimo film Tramite amicizia invece è stato un progetto cinematografico inedito e apripista di una mia svolta realistica che potesse essere anche traghettatore di un racconto più vicino alla gente e alle famiglie, le quali momentaneamente hanno abbandonato la sala e che invece hanno sempre fatto la differenza nel nostro cinema italiano. E sulla scia di questa nuova voglia di “raccontare” ho immaginato una storia familiare piena di sorprese, contraddizioni e amore che scoppiano a ridosso di due eventi: un matrimonio e un funerale!! Tutto vissuto in un’atmosfera tragicomica e irriverente!
Nel cast Cristiana Capotondi e Antonio Catania che ritrovo dopo il successo del film La peggiore settimana della mia vita, Sergio Friscia e Annandrea Vitrano due attori e comici siciliani che rappresentano anche con la loro identità la personalità e l’umanità della Sicilia, perché proprio tra Milazzo e Cefalù si sono alternate le riprese tra le meravigliose e uniche bellezze della terra sicula. Poi Euridice Axen splendido ed efficace ingresso nel cast, insieme ad Anna Galiena che interpreta il ruolo complesso ma importantissimo di mia mamma. E ancora, ho ritrovato con molta gioia la collaborazione con Fabio Bonifacci, sceneggiatore e complice del film più amato dal mio pubblico: Il principe abusivo. Ed infine, Rocco Hunt che mi ha regalato una splendida canzone inedita che entrerà a far parte della colonna sonora del film.
E ora tocca solo entrare in sala, sedersi, spegnere il telefono ed accendere la vita sul grande schermo!

Le interviste ai protagonisti di “Succede anche nelle migliori famiglie”

Alessandro Siani

Dopo vari recenti film magici e sentimentali hai scritto, diretto e interpretato una storia esplicitamente comica: che cosa ti stava a cuore rappresentare e a quale tipo di pubblico speri di rivolgerti?

Sono ritornato a scrivere una sceneggiatura con Fabio Bonifacci dopo quelle de Il principe abusivo e di Mister Felicità perché avevo voglia di tornare alla commedia pura, senza effetti speciali e nessuna magia, tranne le risate. La magia più grande. La frase del titolo vale per i 40/50enni della mia generazione ma anche per tanti giovani che possono rispecchiarsi nelle dinamiche affrontate in una commedia ricca di sorprese e colpi di scena, che nonostante le premesse iniziali porteranno il mio personaggio, Davide, a mostrarsi come la persona più sincera e talentuosa di una famiglia solo apparentemente “perfetta”.

Sia nella fase di scrittura sia in quella di riprese quanto hai dato di te e delle tue esperienze vissute al tuo personaggio?

Racconto la famiglia ma non la mia, la mia è meno drammatica ma decisamente più comica. Succede anche nelle migliori famiglie è una frase che ascoltavo spesso quando ero ragazzino ed era una frase che nascondeva retorica e falso perbenismo. Ma contemporaneamente mi divertiva tanto immaginare una famiglia contemporanea, con luci e ombre.

Come e perché hai scelto i vari interpreti e che cosa ti è piaciuto di loro sia prima sia durante le riprese?

Sono tutti attori di grande umanità, Cristiana Capotondi (Isabella) è una fuoriclasse; Abbrescia (Renzo) un grande attore brillante, Anna Galiena (Mamma Lina) un’attrice senza tempo, Sergio Friscia un comico di razza; Euridice Axen è comica e credibile in ogni scena. Alcuni di loro li conoscevo già, altri hanno rappresentato per me una nuova e straordinaria esperienza. Da ripetere al più presto.

Cristiana Capotondi

Chi è il personaggio che interpreti in questa storia per te piuttosto insolita?

Recito il ruolo di Isabella, la sorella del protagonista, Davide. Sono due fratelli molto diversi, lei è una donna che appare come una psicologa di successo precisa, realizzata poi col tempo si vedrà come nelle migliori famiglie che ci sono delle crepe. Ci si vuole sempre mostrare perfetti, riusciti, migliori di quello che si è. In un periodo particolare della nostra vita irrompe la morte di improvvisa di nostro padre che obbliga a riunirci tutti con nostro fratello Renzo (Dino Abbrescia) e nostra madre Lina (Anna Galiena) e così riaffiorano le dinamiche di sempre tra noi fratelli che torniamo un po’ bambini dando vita a battibecchi continui ma poi anche a momenti di confronto più importanti quando ci coalizziamo tutti contro l’imminente e futuro sposo di nostra madre che appare a tutti come un furbo usurpatore. Poi col tempo capiremo tutti che cosa è l’amore a prescindere da chi è l’altro, nostra madre per esempio ci dice: “Ero così felice di avervi che per me non era importante che foste perfetti” e ci libera finalmente dall’idea di dover corrispondere necessariamente all’idea di assoluta irreprensibilità che pretendeva da noi nostro padre.

Come ti sei trovata sul set con Siani?

Ho visto Alessandro molto a suo agio, il film mi è sembrato molto ben ritmato con grandi momenti di divertimento, credo che lui abbia saputo mettere insieme i suoi diversi tipi di spirito comico e romantico e che li abbia sempre gestiti molto bene. Si è rivelato un regista molto scrupoloso anche nella parte estetica, per esempio nella scelta delle splendide location siciliane tra Cefalù e Milazzo in cui abbiamo girato, prima tra tutte quella villa da sogno dove si immagina che la famiglia che raccontiamo sia vissuta in passato solida e unita per poi ritrovarsi diversi anni dopo in occasione della morte del padre: la casa rappresenta una sorta di personaggio a sé stante nel film, racconta moltissimo della vita familiare dei personaggi principali.

Quali sono secondo te le doti principali di Siani sia come attore sia come regista?

Ho trovato una persona esperta e sicura da un punto di vista tecnico, Alessandro era sempre molto attento ai movimenti di macchina e al linguaggio del film ma anche alla direzione degli attori. Ho notato che possiede una specie di termometro interno che offre varie gradazioni, ha un arco di espressività molto ampio. Ci siamo sottoposti tutti volentieri alle tante prove mattutine che per sua volontà nascevano sul set al di là del copione, che rappresentava una traccia già ben strutturata con i personaggi ben delineati. Come accade sempre quando si lavora in armonia le prove sono state sempre utili e necessarie per armonizzarci e perfezionare quello che era previsto sulla carta. Dovevamo seguire un ritmo preciso perché la commedia è un genere in cui contano soprattutto i tempi e dove gli attori devono muoversi come se fossero degli orchestrali, spesso ci siamo ritrovati in tanti in scena e la creatività di Alessandro è stata sempre in ascolto degli altri grazie alla sua generosità e alla sua intelligenza.

Dino Abbrescia

Chi è il Renzo che interpreti nel film?

È un personaggio po’ ambiguo, ha deciso di dedicarsi alla famiglia e vive un rapporto assurdo con una moglie totalmente diversa e lontana da lui (Euridice Axen), si ritrova costretto a vivere suo malgrado una certa vita ma ne avrebbe voluto una completamente diversa da quella che lo vede apparire come un avvocato di successo e un fratello maggiore apparentemente risolto. Ho trovato molto interessante le intenzioni di Siani di far notare quanto certe famiglie siano solo apparentemente perfette: nel caso di quella che raccontiamo formata da Renzo, da suo fratello Davide (lo stesso Siani), da sua sorella Isabella (Cristiana Capotondi) e da sua madre Lina (Anna Galiena) dopo la morte improvvisa del padre, si scopre che tutti sono completamente diversi da quelli che appaiono e si rivelano persone che avrebbero voluto una vita differente. Il fratello in apparenza irrisolto, Davide, era in realtà il più coerente con sé stesso mentre gli altri avevano vissuto una vita lontana dalle loro inclinazioni e aspirazioni, si erano mostrati tutti perbene e perfettini e invece erano molto più “incasinati” di lui.

Quali sono secondo te le doti migliori di Siani come attore e come regista?

La storia in cui mi ha coinvolto prometteva già molto bene, mi è sembrata subito una vicenda curiosa con le vicende familiari che rievocavano certe recenti commedie americane “scorrette” come Weekend con il morto. Una volta sul set non ho mai avuto paura che lui da protagonista del film potesse essere accentratore e debordante, è stato sempre delicato e generoso con noi attori e ci ha sempre protetti mettendoci in grado di agire nelle migliori condizioni. Alessandro capisce subito che cosa aggiungere o togliere in una certa sequenza, ha un livello di attenzione molto alto verso tutto quello che succede intorno a lui, per esempio sulle reazioni e sugli sguardi, e poi si lascia andare nella totale improvvisazione: in quei momenti devi esser pronto ad assecondare la sua creatività in scena, lui capisce subito se tu ti trovi bene in una certa circostanza o alle prese con una certa battuta. Come regista è fantastico, ha fatto tesoro di tutto quello che andava valorizzato e ha messo tutti nelle condizioni di tirare fuori il loro meglio. In genere quando ti ritrovi su un set non sai mai quanto potrai cambiare o modificare il copione ma lui invece ci ha lasciato sempre il giusto spazio. Per quello che mi riguarda grazie ad Alessandro questa volta mi è venuto naturale recitare in un modo più contenuto e misurato rispetto alla mia solita estroversione. Ho vissuto per 12 anni a Portici e per me è stata una grande gioia poter utilizzare in scena l’accento napoletano: lui non ha mai avuto niente da obiettare, vedeva che stavo entrando in una zona per me piacevole e mi metteva in condizione di agire, non ha mai imposto nulla né a me né agli altri e ha lasciato sempre che le cose avvenissero in maniera naturale. Ci ha messo sempre a nostro agio sul set ma anche prima e dopo. Durante la lavorazione in Sicilia i momenti più divertenti li abbiamo vissuti nelle tante strepitose ed esilaranti serate a cena dove ogni sera a tavola grazie ad Alessandro e a tuti gli altri attori venivano fuori nuovi elementi e suggestioni per approfondire o limare qualcosa del copione o nasceva un diverso show dal vivo. Con ogni pretesto possibile e senza nemmeno dover bere…

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