“L’isola di Andrea” di Antonio Capuano, dal 2 ottobre al cinema un film tratto da tante storie vere
A 34 anni da “Vito e gli altri“, folgorante film d’esordio, e a 5 anni da “Il buco in testa” arriva nei cinema il 2 ottobre “L’isola di Andrea“, la nuova opera di Antonio Capuano. Presentato fuori concorso all’82ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film è interpretato da Teresa Saponangelo, Vinicio Marchioni e Andrea Migliucci: moglie, marito e figlio…un classico nucleo familiare in via di disgregazione.
Marta e Guido hanno smesso di stare insieme. Andrea, otto anni e figlio unico, rende più problematica la loro separazione. I due adulti richiedono dunque al tribunale dei minorenni una “sentenza giudiziale” che disciplini, in via definitiva, quanti giorni Andrea debba stare con la madre, quanti con il padre. Il magistrato dispone colloqui e perizie, che costringono tanto i genitori quanto il bambino ad approfondire, laddove possibile, le ragioni dei rispettivi disagi e desideri. E così facendo a “rivelarsi” progressivamente. Il piccolo Andrea, in particolare, soffre il tempo che gli viene sottratto, così come il sentirsi “conteso” tra due genitori cui vuol bene alla stessa maniera. Marta e Guido mettono in campo tutte le proprie energie – istrioniche, nevrotiche, omissive – e lottano strenuamente, l’uno aspettando che l’altro ceda … Tutti alla ricerca di un equilibrio, che dovrà essere – al netto di imprevisti o “colpi di testa” – l’equilibrio delle loro nuove vite.


Antonio Capuano con “L’isola di Andrea” ha voluto raccontare, ala sua maniera, la storia di una separazione senza filtri, in cui molte persone possono sicuramente riconoscersi. A proposito delle modalità di narrazione, il regista ha detto: “Ho cominciato a immaginare una storia asciutta, che osservasse la separazione dai tre differenti punti di vista, attraverso passaggi leggibili e nitidamente rappresentabili. Una storia ‘semplice’ ben consapevole che la ‘semplicità’ è la cosa più complicata da rappresentare, una storia girata in pochi ambienti, con luci chiare e naturali e moltissimi primi e primissimi piani”.
Durante la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Antonio Capuano ha ricevuto il prestigioso Premio Pietro Bianchi, riconoscimento che i Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) consegnano tradizionalmente al Lido ad una personalità eccellente del cinema italiano, ormai giunto alla sua 48esima edizione. “Antonio Capuano ha saputo conservare intatto, nel tempo, il suo sguardo acuto e dissacrante su un mondo spesso dilaniato da dolore, ingiustizia e infelicità” si legge nella motivazione dei Giornalisti Cinematografici.


“Un mondo dove, però, è sempre possibile, per chi ne è capace, scorgere lampi di bellezza, tracce di umana pietà, ipotesi di ribellione. La sua lezione, così libera e potente, incanta anche i più giovani, che nei suoi film si ritrovano per naturale affinità e tutti quelli che, come dice l’attore che lo interpreta nel film di Paolo Sorrentino È stata la mano di Dio (‘non ti disunire‘), sanno cosa voglia dire mantenersi aderenti alla propria natura umana, al proprio essere più autentico e profondo. Sempre dalla parte dei bambini, come accade anche nel suo nuovo film, fuori concorso al Lido, Antonio Capuano non ha mai smesso, pur nei momenti più difficili, di giocare e di mettersi in gioco. Sul set, dietro la macchina da presa, nella costruzione delle sue opere, negli incontri con gli studenti e con i suoi collaboratori. Per creare, per lavorare, per riflettere, ma anche, semplicemente, per strappare un fiore oppure per fare una nuotata nel suo mare”.
Un regista senza censure e senza ipocrisie celebrato da Paolo Sorrentino che proprio ne La mano di Dio ha voluto ricordare quanto il suo incontro con lui sia stato un autentico colpo di fulmine con il cinema. Come nel film lo sprona a farlo (“’a tieni ‘na cosa a ricere?“) nella vita gli ha consegnato il suo ‘credo’ di libertà e amore per la verità: “Mi piace inventarmi, perché la bellezza è pure inventarsi la vita, no? E come la vita, così si inventa un film!”


“L’isola di Andrea“, che durante le riprese aveva come titolo provvisorio “Hungry bird“, è prodotto con Rai Cinema da Andrea Leone e Antonella Di Martino per Mosaicon Film, Dario Formisano per Eskimo, Nicola Giuliano per Indigo e Lucy De Crescenzo per Europictures.
Realizzato con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Mic e con il contributo della Regione Campania in collaborazione con Film Commission Regione Campania e in collaborazione con Mad Entertainment, è distribuito in sala da Europictures.
In programmazione nelle seguenti sale: elenco


