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All’Ischia Film Festival la pioggia sospende le proiezioni ma non il dialogo con gli autori

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La pioggia intensa che ha investito il Castello Aragonese ha reso impossibile, per ragioni di sicurezza, lo svolgimento delle proiezioni previste in cartellone. L’organizzazione del Festival ha riprogrammato tutti i film sospesi per sabato 4 luglio

Il maltempo non ha però interrotto l’incontro tra il Festival, gli autori e il pubblico. In un’atmosfera raccolta e inattesa, le persone presenti hanno potuto confrontarsi con i registi e i protagonisti dei film selezionati, trasformando una sospensione forzata in uno spazio intimo di ascolto e condivisione.

Federico Cammarata ha raccontato come il lungometraggio Waking Hours sia nato dalla necessità di abitare la notte lungo la rotta balcanica, facendone non una scelta estetica ma il linguaggio stesso del film. Mike Lerner e Martin Herring hanno ribadito l’urgenza del documentario The Mission: immagini da Gaza che non chiedono compassione, ma attenzione, e che devono essere affrontate nello spazio comune del cinema.

Paola Valeria Jovinelli, ideatrice e produttrice del documentario La quinta stagione, ha ricordato il desiderio di restituire visibilità alle grandi chef donne e il valore del lavoro corale sviluppato con studentesse e studenti. Federico Brullo, regista di Il digiunatore – anteprima assoluta al festival – ha descritto il suo sguardo su Varanasi, aperto e rispettoso del reale, mentre Emanuele Prestileo, autore di ‘Enna, ha collegato il proprio film a una tensione profondamente isolana: andare oltre l’orizzonte senza smarrire le radici.

«La pioggia ci ha sorpreso e mi dispiace per il disagio arrecato al pubblico, agli autori e alle istituzioni presenti», ha dichiarato il direttore Michelangelo Messina. «Ma l’atmosfera intima che si è creata questa sera è stata davvero speciale: solo il Castello Aragonese può regalare esperienze e opportunità così uniche».

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