MARCHIO_WEB_NAPOLINELCINEMA
01/07/2019, 18:45

Falchi,Toni d angelo,fortunato cerlino,stefania sandrelli,michele riondino,nino d angelo,napoli,castelvolturno,polizia,napoli nel cinema



FALCHI-di-Toni-D’Angelo-è-su-Rai-Play
FALCHI-di-Toni-D’Angelo-è-su-Rai-Play
FALCHI-di-Toni-D’Angelo-è-su-Rai-Play
FALCHI-di-Toni-D’Angelo-è-su-Rai-Play
FALCHI-di-Toni-D’Angelo-è-su-Rai-Play


 Il film di Toni D’Angelo con Fortunato Cerlino, Michele Riondino e Stefania Sandrelli è disponibile in visione gratuita su Rai Play



Su Rai Play è disponibile in visione gratuita FALCHI il 4o film da regista di Toni D’Angelo (il 5o considerando il bel documentario "Filmstudio mon amour"), con Fortunato Cerlino, Michele Riondino, Stefania Sandrelli, Xiaoya Ma, Pippo Delbono, Aniello Arena, Salvatore Striano, Carmine Paternoster, Oscar Di Maio, Gaetano Amato, Massimiliano Rossi, Carlo Caracciolo, Alessandra Cao e la partecipazione di Nino D’Angelo.


La storia si svolge a Napoli. La città delle mille contraddizioni.
Fortunato Cerlino e Michele Riondino sono Peppe e Francesco, due falchi, poliziotti della Sezione Speciale della Squadra Mobile. In sella alla loro moto, portano la legge tra i vicoli più malfamati della città, usando spesso metodi poco convenzionali.


La loro vita, già ricca di tensione, viene sconvolta da una tragedia personale e professionale. In preda allo sconforto e assetati di vendetta, ingaggeranno una lotta senza esclusione di colpi contro una potentissima e spietata organizzazione criminale cinese.



Toni D’Angelo parla del film

Falchi’ vuole essere una storia universale narrata con il pathos dei grandi classici della tragedia greca, a partire dalla quale tutto è stato raccontato ma prendendo forme diverse nel corso dei secoli, subendo una continua evoluzione. Ed è da questo flusso d’emozioni che ho attinto i grandi temi dell’amore, dell’amicizia e del tradimento facendoli confluire nel genere del melodramma. 


Durante la preparazione e sul set poi, mi sono lasciato ispirare visivamente da un filone cinematografico al quale sono particolarmente affezionato: quello di Hong Kong negli anni ’90, con i suoi melò, polizieschi e noir raccontati da grandi registi. E proprio come accadeva con Johnnie To o John Woo, anche in ’Falchi’ non ho cercato una rappresentazione neorealistica della verità, quanto piuttosto una ricostruzione credibile della realtà attraverso la spettacolarità. 


Così facendo, anche la violenza utilizzata attraverso le immagini diventa una metafora ma non un riflesso vivo della vita. 
La location è quella di una città dove affondano le mie radici, culturali e familiari. Ciò nonostante, Napoli è un luogo che può essere tanto rappresentativo quanto generico, universale appunto. Ed è per questo che ho voluto rendere la città un non luogo, evitando di conferire una geografia precisa ma rendere le strade, le piazze e i vicoli come un teatro di posa a cielo aperto, all’interno del quale si fondono e si spaccano le diverse culture che popolano l’ambiente metropolitano.


L’unico elemento riconoscibile all’interno di un contesto di napoletanità, è quello della musica, fedele ad una cultura partenopea fortemente legata al genere del melodramma come poche altre sonorità sono in grado di esserlo in Italia. 


Chi sono i "falchi"?

I Falchi sono una sezione speciale della squadra mobile della Polizia di Stato, preposta alla lotta alla "criminalità diffusa". In borghese e in sella alla moto, contrastano il crimine per i vicoli delle città laddove le volanti non riescono ad arrivare. Tra le tante città d’Italia in cui questo Corpo opera, Napoli è sicuramente quella in cui questi poliziotti in borghese si sono maggiormente distinti. Proprio per questo sono oggi figure leggendarie e, allo stesso tempo, ambigue, visto il loro modo, molto spesso non convenzionale, di contrastare il crimine. 


La Sesta Sezione della Squadra Mobile della polizia è nata nel 1974 quando il questore Pasquale Colombo ottiene il nulla osta per formare una squadra che combattesse il dilagante problema dei furti e scippi in strada.
Colombo sceglie il funzionario anticrimine Romano Argenio, di appena 30 anni,  per guidare la nuova sezione che si oppone alla criminalità di strada. Nella diffusione della delinquenza a Napoli e con la forte presenza nella città della camorra, la squadra si muove in modo agile e invisibile per reprime i crimini nelle strade. 


Dopo il successo registrato a Napoli, la sezione dei Falchi si è diffusa nelle maggiori città d’Italia, tra le altre: Palermo, Bari, Taranto, Roma, Milano e Napoli.
I Falchi sono prima di tutto poliziotti, ma con alcune caratteristiche speciali. I componenti della squadra si muovono per le strade della città in borghese e lo fanno in moto per essere più agili. Devono essere veloci, silenziosi ed efficaci - proprio come falchi - per rispondere alla criminalità che si consuma nelle strade. Ai Falchi è richiesto di essere abili nella guida della moto, sono giovani e decisi, non dei semplici "poliziotti da scrivania". 


Devono essere risoluti e pronti all’azione. Sempre in borghese - e in coppia - non devono attirare l’attenzione. Talvolta utilizzano alcuni segni distintivi, come i soliti occhiali da sole, o della stessa giacca di pelle (anche in estate) per riuscire a riconoscersi tra loro. Il lavoro in borghese e nelle strade porta un contatto più diretto con il crimine. 


I protagonisti del film Falchi - Peppe e Francesco - si trovano faccia a faccia con la delinquenza napoletana e questo provoca un contraccolpo nelle loro vite private. Si muovono tra le maglie della legge per riuscire a portare allo scoperto alcuni criminali, arrivando a parlare anche stessa la lingua del crimine. 


Francesco soffre ormai di attacchi di panico, negando il problema, e cura i suoi disturbi con l’abuso di psicofarmaci e droghe. Peppe vive una vita solitaria sulla costa napoletana, e quando è fuori servizio si dedica all’addestramento di cani da combattimento.



1
SOCIAL1SOCIAL2
facebook-64
twitter-64
Create a website