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05/07/2018, 12:17

Petere Greenaway,Ischia Film Festival,The Greenaway Alphabet



Ischia-Film-Festival-2018:-Peter-Greenaway-e-l’alfabeto-per-sua-figlia


 Presentato a Ischia il documentario diretto dalla moglie Saskia Boddeke, "The Greenaway Alphabet"



Imisteri del giardino di Compton House, Lo Zoo di Venere, Il cuoco, il ladro,sua moglie e l’amante, L’ultima tempesta. E si potrebbe continuare asnocciolare i titoli dei grandi film diretti da Peter Greenaway a lungo. Un grande artista, cinematografico e nonsolo, che proprio all’arte ancora continua a dedicare la sua vita, anche negliaffetti.


Sua moglie, Saskia Boddeke,è infatti un’artista multimediale, e proprio con l’intento di spiegare allaloro figlia adolescente Pip quanto complesso, ma anche straordinario sia vivereal suo fianco, Saskia ha realizzato il documentario The Greenaway Alphabet, presto sugli schermi italiani distribuitoda I Wonder Pictures. Un film che è un perfetto corollario per ricevereL’Ischia Film Award alla carriera, a coronamento di un lungo percorso che ètutt’altro che finito.  


Èstata la stessa regista a spiegare il senso del film che "è nato comeun’eredità per nostra figlia. Lo avevo cominciato quando lei aveva 5 anni.Vedevo già un rapporto molto forte tra figlia e padre, e avevo pensato difilmarlo, ma poi il progetto è rimasto nel cassetto per dieci anni, perché nonho trovato una produzione. Dieci anni, quando Pip aveva già quindici, sonoriuscita a coinvolgere la televisione pubblica olandese che ha sovvenzionato ilfilm e quindi sono partita".


Un’opera evidentemente molto personale. "Non l’hopensato per il pubblico, ma per mia figlia, che ha un padre già in etàavanzata, per lasciarle un documento su di lui e sulla loro relazione, nostrafiglia ha un carattere molto forte, come il padre, quindi mi sembravaimportante. Chi spera di trovarvi qualcosa sul Greenaway artista resteràdeluso, ma può scoprire il Peter uomo e padre".


L’alfabeto del film nasce da ungioco che facevano Peter e Pip quando lui la metteva a letto da sera. "Giocavanocon questo alfabeto finché lei non si addormentava, era una sorta di ninna nanna.Peter ragiona per codici, era la maniera migliore per farlo entrare nel film". 


Unfilm che è un vero atto d’amore. "Peter non è la persona più semplice con cuidividere la vita, problematico, polemico, concentrato sull’arte, e nostrafiglia è esattamente come lui, fare colazione non è mai noioso la mattina,perché non è noiosa la nostra vita, e di questo siamo molto felici". 


Impossibile d’altronde annoiarsi con un uomo come Greenaway, cheha ancora molte cose da dire. "Lavoro nel cinema da quarant’anni e ho giratopiù di 60 film, in ogni tipo di formato, e ho lavorato con centinaia di personeche mi hanno aiutato a farli, persone che continuo a ringraziare. Sono moltocritico nei confronti dell’arte cinematografica, non sono mai stato convintoche fosse rivoluzionaria come si pensava all’inizio del 20° secolo, ma quandole cose vanno tutte per il verso giusto è una grande soddisfazione".


Soddisfazioni che non vuole smettere di togliersi. "È sempre difficile trovarefinanziamenti per fare cinema, ma sono stato fortunato ultimamente. Stolavorando a un film che mi ha occupato l’ultimo anno e mezzo e che tra tresettimane sarà pronto per il montaggio e finito per la primavera del 2019. È unaco-produzione europea anche con finanziatori italiani. Spero di poter esserecosì fortunato anche dopo, per poter offrire al pubblico ancora un po’ delmondo di Peter Greenaway".




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