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25/04/2018, 11:50

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 Dal 25 aprile al cinema il film del regista napoletano sulla vicenda di Paolo Letizia raccontata dal fratello Amedeo



Dal 25 aprile nelle sale cinematografiche sarà possibile vedere NATO A CASAL DI PRINCIPE di Bruno Oliviero, L’idea del film nasce dai produttori Mariella Li Sacchi e Amedeo Letizia dopo la pubblicazione del libro omonimo nel 2012, con il sostegno di Rai Cinema e la società di produzione Cinemusa per raccontare la vicenda di Paolo Letizia, fratello di Amedeo, rapito nel 1989 in circostanze misteriose e mai più tornato a casa. 


Una storia di ragazzi che affrontano una realtà molto più grande di loro, un racconto sospeso tra il bene e il male, denso di risvolti sociali e di denuncia, ma anche una storia universale di grande umanità e amore. 


La trama del film


Amedeo Letizia è un ragazzo di vent’anni che sul finire degli anni ’80 si è trasferito a Roma da Casal di Principe per inseguire la carriera di attore. Sta appena iniziando a muovere i primi passi, tra un fotoromanzo e un ruolo sul piccolo schermo in una delle fiction più famose di quegli anni "I RAGAZZI DEL MURETTO", quando il fratello minore, Paolo, viene rapito da alcuni uomini incappucciati che ne fanno perdere le tracce. 


Amedeo torna nel suo paese d’origine, sin da subito questo viaggio si rivela una discesa agli inferi del suo passato e nelle contraddizioni della sua terra. Poiché l’inchiesta condotta dai carabinieri si dimostra inefficace, si decide a intraprendere una sua personale ricerca, lo fa armato di un fucile e con l’aiuto del cugino Marco, un ragazzo di diciassette anni. 


I dettagli della scomparsa affiorano via via nel corso della vicenda che vede Amedeo aggirarsi per quel territorio che va dalle campagne al mare, passando per i laghi, all’affannosa ricerca di suo fratello. Insieme a Marco setaccia la zona senza sapere se cercare un cadavere o un luogo dove Paolo è tenuto prigioniero...


Una storia vera


La sera del 19 settembre 1989, Paolo Letizia, ventunenne di una famiglia benestante, mentre era con un amico, intorno alle 22:15 fu portato via da tre uomini armati e incappucciati. Di lui non si seppe più nulla. Sono stati necessari ben 25 anni e due inchieste per accertare cosa accadde. Paolo Letizia è stato vittima della lupara bianca, il metodo classico e più brutale usato dal clan dei Casalesi. Rapito, torturato, strangolato e infine schiacciato con un trattore.  Il suo corpo non fu mai ritrovato. Le prime indagini si conclusero dopo nove mesi dalla scomparsa senza nulla di fatto. Il caso è stato riaperto dall’allora PM della Dda di Napoli Antonello Ardituro, nel 2013, ben 24 anni dopo. È stato possibile ricostruire il delitto anche grazie al contributo di diversi pentiti. In questo si è scoperto che il giovane fu sequestrato e torturato nella masseria di Francesco Schiavone, detto Cicciariello, e poi sepolto lungo il fiume Volturno. A distanza di ventisette anni e a seguito del procedimento processuale, dunque, si è potuta accertare la verità nella scomparsa del giovane Paolo Letizia. Sono stati condannati all’ergastolo, dal Tribunale di Napoli, in qualità di mandanti Valterino Schiavone e Francesco Bidognetti. Gli esecutori materiali del delitto sono stati condannati a 30 anni: Francesco Schiavone detto "Cicciariello", Giuseppe Russo detto "’O Padrino" e Salvatore Cantiello detto "Carusiello". La triste storia di Paolo è stata raccontata nel libro Nato a Casal di Principe. Una storia in sospeso, scritto dal fratello della vittima, Amedeo Letizia e dalla giornalista Paola Zanuttini ed edito da Minimum Fax. Dal romanzo è stato tratto il film di Bruno Oliviero.


Il regista Bruno Oliviero parla del film


"Volevo che questa storia vera e incredibile lo spettatore la vivesse con gli occhi del protagonista, un ragazzo di vent’anni. Con il personaggio di Amedeo, attraverso questa storia fin troppo vera mi sono potuto addentrare in territori inesplorati nei film dove c’é la camorra: nello sguardo delle vittime silenziose. Di chi vuole ribellarsi e non sa come fare. 


Di chi magari pensa anche di diventare come loro, i camorristi, per trovare giustizia. Questo mi interessava in questo film: la possibilità di un racconto diverso sul vivere in terre di Camorra. I personaggi non sono né eroi né criminali, hanno la sola colpa di essere nati in queste terre maledette. Ho raccontato una famiglia. Una storia di persone normali che si trovano troppo vicine a fatti di camorra gravissimi. 


La verità di tutti i dettagli e di tutti i personaggi mi ha guidato, la vicinanza della famiglia vera di Amedeo Letizia mi ha ispirato. Nato a Casal di Principe è il loro film, noi che ci abbiamo lavorato siamo loro debitori. Con gli attori abbiamo visto ancora oggi, dopo quasi 30 anni dai fatti, il dolore e lo sconcerto di questa famiglia e dal rispetto per questo dolore siamo partiti. Tutta questa verità ci ha dato la forza per fare un film dove i grandi nomi della camorra dei Casalesi degli anni ’90 ci sono ma sono visti ad altezza uomo, dal punto di vista delle loro vittime innocenti. 


Ho pensato a tutto questo per fare di Nato a Casal di Principe un racconto in prima persona forte e profondo, in cui il pubblico possa immedesimarsi, vivere e capire cosa significa essere nato in terre dove la criminalità organizzata la fa da padrona".


Per il suo alto valore educativo, sociale e culturale , il film verrà proposto alle scuole di tutta Italia per gli anni scolastici 2017/2018 e 2018/2019.

Per info e prenotazioni di matinées nei cinema con biglietto ridotto per i ragazzi contattare Antonella Montesi 349/7767796 (dalle 15.00 alle 19.00) antonella.montesi@yahoo.it



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