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19/03/2018, 11:44

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Edoardo-De-Angelis-gira-IL-VIZIO-DELLA-SPERANZA-a-Castel-Volturno


 In corso le riprese del nuovo film del regista di INDIVISIBILI - interpreti principali Pina Turco, Massimiliano Rossi, Cristina Donadio e Marina Confalone




A due anni dal pluripremiato INDIVISIBILI (6 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento, 1 Globo d’Oro, 8 Ciak d’Oro) Edoardo De Angelis è tornato dietro la macchina da presa per girare IL VIZIO DELLA SPERANZA.


Gli interpreti principali sono Pina Turco (apprezzata in "La parrucchiera" e in "Gomorra la serie"), Massimiliano Rossi (attore feticcio di De Angelis con cui ha lavorato in "Mozzarella stories" e in "Indivisibili"), Marina Confalone ("Febbre da cavallo", "Così parlò Bellavista", "Il marchese del grillo", "Parenti Serpenti", "Incantesimo Napoletano", solo per citarne alcuni), Cristina Donadio ("Nel regno di Napoli", "Libera", "Razza selvaggia", "Rose e pistole", "Gomorra la serie", tra gli altri)  e Marcello Romolo ("Fuoco su di me", "The Young Pope").


Le riprese del film si stanno svolgendo a Castel Volturno (luogo di particolare ispirazione per il regista napoletano) e dureranno sei settimane.


IL VIZIO DELLA SPERANZA, nato da un soggetto di Edoardo De Angelis e scritto dal regista con Umberto Contarello (sceneggiatore di fiducia di Paolo Sorrentino), è prodotto da Attilio De Razza e Pier Paolo Verga e sarà distribuito in Italia da Medusa Film.


La trama del film dovrebbe ruotare attorno ad una frase piuttosto significativa: "Se devo morire, voglio morire come dico io".

Lungo il fiume scorre il tempodi Maria, il cappuccio sulla testa e il passo risoluto. Un’esistenza trascorsa un giorno alla volta, senza sogni né desideri, aprendersi cura di sua madre e al servizio di una madame ingioiellata.


Insieme al suo pitbull dagli occhi coraggiosi Maria traghetta sul fiume donneincinte, in quello che sembra un purgatorio senza fine.

E’ proprio a questa donna che la speranza un giorno tornerà a far visita, nellasua forma più ancestrale e potente, miracolosa come la vita stessa.

Perché restare umani è da sempre la più grande delle rivoluzioni. 



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