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14/08/2017, 15:31

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Lina-Wertmuller-e-Napoli:"Città-nata-dall’unione-tra-arte-e-bellezza"


 La regista di "Pasqualino SEttebellezze" napoletana d’adozione parla di Napoli nella prefazione del libro "Napoli, si gira!"




"Orfeo, simbolo leggendario di tutti gli artisti, dopo aver incantato con la sua musica chiunque lo ascoltasse, sedusse anche la più bella sirena del Mediterraneo, Partenope. Dal loro amore, una leggenda narra che nacque la città di Napoli. Quindi un’unione tra l’arte e la bellezza.


Quali migliori origini immaginare per Napoli?

La bella e leggendaria sirena Partenope morì in un luogo speciale, dove fu poi eretto Castel dell’Ovo che ha questo nome perché, fra le tante leggende, si dice che Virgilio il mago mise un uovo a reggere il castello.


Città dionisiaca, Napoli è sempre riuscita a diffondere intorno a sé i frutti di questa primigenia unione: arte e bellezza. Non è quindi un caso che anche l’ultima nata delle arti, il cinematografo, abbia trovato in questa città humus e linfa vitale.Napoli è sicuramente una delle città dove per prima si è sviluppata la settima arte. Basti pensare al fatto che la più grande società di produzione italiana, la Titanus, è stata fondata proprio da un produttore napoletano: Gustavo Lombardo.


Tanti scorci, strade, vicoli e piazze regalano una storia nuova alla città, quella legata al mondo dei sogni: il Cinema. Sarebbe il caso di fare un lungo elenco dei primi autori di Cinema napoletani, partendo da Elvira Notari che diventò un’icona per gli italiani che vivevano in America. I nomi degli artisti legati a Napoli sono moltissimi. Pensiamo a De Sica, Marotta, De Filippo, Sophia Loren...


Uno degli autori che mi sono personalmente più cari è sempre stato Giuseppe Marotta. Tra le nebbie milanesi lui ci ha raccontato una Napoli magnifica. Dei suoi tanti libri, ricordo con gratitudine L’oro di Napoli, che poi divenne un delizioso film a episodi fra i quali, indimenticabili, rimangono quello della pizzaiola con Sophia Loren e quello del giocatore incallito in cui De Sica fa un ironico ritratto di se stesso, giocandosi tutto in una partita a carte con il fortunatissimo figlio del portiere.


Certo, non si possono dimenticare anche gli altri episodi del film, tutti bellissimi, come il pernacchio con Eduardo De Filippo e Teresa con Silvana Mangano, struggente avventura di una prostituta che si illude di essere stata sposata per amore e scopre poi la triste verità.


Questo film, prodotto da Carlo Ponti e Dino De Laurentiis, la grande coppia di produttori del nostro Cinema, è rimasto un capolavoro del nostro Cinema nel mondo.


Marotta collaborò anche con Ettore Giannini, uno dei più grandi registi napoletani, che realizzò un indimenticabile Carosello napoletano, che fu un travolgente successo teatrale poi diventato anche un film, con la bella e giovanissima Sophia. Una vera festa di musica e colori che portò questo straordinario omaggio alla città in giro per il mondo...é uno di quei film che fa sempre piacere rivedere.


Oltre a questo genere di film dedicati alla città, abbiamo anche delle grandi opere sociali, come il Cinema di Francesco Rosi, che è stato mio carissimo e affettuoso amico. Rosi è stato uno dei grandi narratori italiani, i suoi film hanno ispirato molti giovani cineasti americani e rimarranno sempre nella nostra memoria. Sono film coraggiosi e di denuncia. 


La sfida e Le mani sulla città sono due tra gli indimenticabili capolavori che questo autore ci ha regalato. Rosi aveva cominciato facendo lo sceneggiatore e l’aiuto regista di Ettore Giannini e Luchino Visconti, e partecipò alla sceneggiatura di un bellissimo film di Luigi Zampa, Processo alla città, dedicato al processo Cuocolo che per la prima volta vide imputati esponenti della camorra.


Io ho sempre subito il fascino di questa grande capitale mediterranea, di cui amo pregi e difetti. Ho girato parecchie storie dedicate a Napoli e molti dei miei film hanno portato l’immagine della bella Partenope in giro per il mondo. La lingua, la musica, l’allegria e i drammi dei napoletani mi hanno sempre ispirato e rimangono nel mio cuore.


Fra i tanti doni che mi ha regalato questa città, il più prezioso è stato il grande artista Enrico Job, compagno per quarant’anni della mia vita, di famiglia lombardo-veneta ma casualmente nato proprio a Napoli.


Il cavalier Arcangelo Santa Maria Maurizio, napoletano, morì pochi giorni prima che io nascessi. Tra le leggende di famiglia si racconta che quando stavo per nascere, un moscone volasse per la stanza. Doveva essere - dicevano - lo spirito del cavalier Arcangelo, venuto per trasferirsi nella piccola nascitura Arcangelina, cioè Lina, cioé io.

Il Cavalier Arcangelo era mio nonno che purtroppo non ho mai conosciuto...forse per questo mi sento un po’ napoletana anche io. " *


*dalla prefazione scritta da Lina Wertmuller per il libro "Napoli, si gira!" di Mauro D’Avino, Lorenzo Rumori, Simone Pasquali edito da Gremese




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