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06/04/2017, 13:35

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LA-PARRUCCHIERA-di-Stefano-Incerti-è-al-cinema


 Il nuovo film del regista napoletano dal 6 aprile al cinema - in allegato l’elenco sale in cui vederlo



Il regista de IL VERIFICATORE, GORBACIOF, COMPLICI DEL SILENZIO, NEVE, lo Stefano Incerti della nouvelle vague napoletana venuta fuori negli anni ’90 e riunitasi nel film a episodi I VESUVIANI, torna al cinema con una "commedia pop".


LA PARRUCCHIERA è un film coloratissimo, spumeggiante, che fotografa una metropoli multiculturale, una Napoli a metà strada tra Warhol, Almodovar e i neomelodici, per una storia di vita vissuta, in cui con ironia e originalità, senza tralasciare i tratti malinconici, si raccontano problemi della quotidianità contemporanea figlia della crisi economica in parallelo alle questioni sentimentali, alle passioni, alle invidie.


Tutto questo con un gruppo di interpreti variegato e da elogiare in toto, a cominciare dalla bellissima Pina Turco nel suo primo ruolo da protagonista cinematografica dopo i trascorsi sul piccolo schermo, GOMORRA-LA SERIE compresa. Massimiliano Gallo, sempre più bravo, ormai punto di riferimento del Cinema moderno e non solo di quello "partenopeo". La sorprendente Cristina Donadio, una delle migliori attrici napoletane che dopo la partecipazione in GOMORRA LA SERIE sta avendo la meritata popolarità nonché riconoscimento della sua bravura.


Ma vanno applaudite le interpretazioni dei cosiddetti comprimari Arturo Muselli e Francesco Borragine, Lucianna De Falco e Stefania Zambrano, Giorgio Pinto e Martina Palumbo, senza dimenticare il mitico Tony Tammaro.


I meriti tecnici per aver girato un film come LA PARRUCCHIERA , scritto con Mara Fondacaro e Marianna Garofalo, non possono limitarsi al regista Stefano Incerti che, prodotto da SkyDancers e Rai Cinema in collaborazione con Mad Entertainment, si è circondato di un ottimo gruppo di lavoro a cominciare dal direttore della fotografia Cesare Accetta alla costumista Annalisa Ciaramella, dallo scenografo Renato Lori all’arredatore Flaviano Barbarisi; fondamentale il tappeto sonoro di Antonio Fresa e le canzoni dei Foja, di Tony Tammaro, di Emiliana Cantone e di Rakele.

TRAMA

Rosa è una bellissima ragazza madre dei bassi di Napoli. Lavora nel negozio di parrucchiera di Lello e Patrizia, nella zona bene della Città. Lello sbava per lei, Patrizia, invece, la ama come una figlia.


L’ossessione di Lello per Rosa la costringe a scappare dal negozio e Patrizia, che si sente tradita dalla ragazza, prende le parti del marito ripudiandola, e lasciandola così senza lavoro. Ma Rosa non è sola, ha due grandi amiche del cuore: Micaela, donna passionale e stravagante e Carla, transessuale sensibile e materna. Sono loro la sua vera famiglia. Insieme, provano a sbarcare il lunario tra messe in piega improbabili a signore defunte e make up all’ultimo grido per le lolite dei vicoli.


Fino a tentare la grande scommessa di aprire un salone di parrucchiere nel loro quartiere. Ad aiutarle in quest’impresa c’è Salvatore, affascinante tatuatore di cui Rosa è stata a lungo innamorata. Dalla ricerca del locale all’organizzazione dei lavori non proprio a norma...Salvatore fa tutto per la bella Rosa!


E cosi, grazie all’aiuto di questa famiglia allargata e di tutto il quartiere, Rosa riesce nel suo intento ed apre "Testa e Tempesta", sotto lo sguardo attento di Patrizia e del suo fedele assistente gay Kevin, ex bambino prodigio, che da lontano seguono con gelosia ogni sua mossa. Per Rosa è il momento di giocarsi tutto, e con la sua determinazione riuscirà anche a suscitare l’interesse della tv, che la contatta per realizzare un servizio sulle Donne di Napoli.


Ben presto ogni sogno, speranza e desiderio sembra prendere forma. Ma questa grande visibilità fa esplodere definitivamente l’invidia di Patrizia. Precari equilibri verranno messi in discussione quando un misterioso avvenimento cambierà le sorti del negozio. E sarà quello il momento in cui Rosa e Patrizia mostreranno davvero quale cuore posseggono le donne di Napoli.

Stefano Incerti parla del film

C’è un’insegna Testa e tempesta, che sovrasta il nuovo negozio di Rosa. Se la testa è soprattutto la sua, o comunque quella di Rosa e delle sue amiche, Micaela, una bionda platinata un po’ age che si accompagna ad un maschione di colore e Carla, una trans sensibile e materna; la tempesta, invece, è il divertente travaglio sopportato da questo trio per partorire la nuova attività di Parrucchiera in una zona multietnica e variopinta.


Sono le donne ad avere rilievo assoluto nel film: in questa sorta di moderna società matriarcale l’uomo ha un ruolo marginalissimo e spesso non ne esce bene. Il mood è quello di certa commedia europea sempre sensibile a piccoli personaggi della periferia per i quali la realizzazione di un sogno, pur nelle difficili condizioni di vita, riscatta anni di stenti e di privazioni.


La protagonista si scopre capace imprenditrice, ma riconquista anche il rispetto e l’amore di un figlio che stava pian piano perdendo e forse anche la stima di sé, anche quella, perduta da quando era stata lasciata dal padre del bambino.


In una cornice vitale e vivacissima anche quando malinconica, contrappuntata da serate di salsa e balli latinoamericani, in un’atmosfera kitsch ma mai grottesca né tanto meno folcloristica, in un’interculturalità che non è più racconto di un’immigrazione (tutti sono ormai parte della nostra realtà quotidiana) e che avvicina Napoli, unica vera metropoli del nostro Paese, a New York; insomma approfittando di un taglio moderno, ho provato ad utilizzare un linguaggio anche pop, senza rinunciare a delle virate improvvise e taglienti, anche spietate, come nella Commedia di Ettore Scola o di Dino Risi.


Ruolo determinante la musica che mescola brani dei Foja, gruppo folk rock napoletano, le canzoni di Tony Tammaro, di Emiliana Cantone, di Rakele e la partitura scritta da Antonio Fresa, che trascina il film in un martellante e coinvolgente neapolitan sound.


Fotografia dai forti contrasti tra luce calda e fredda, tra dominanti rosse e blu, in tonalità nette che ricordano il primo Technicolor, inquadrature anche isteriche, molti carrelli, spesso macchina a mano, attori di provenienza teatrale ma anche di interpreti imprestati da altre discipline: musicisti, cantanti e, perché no, attori presi dalla strada (dalla vita vera) in un caleidoscopio di volti dalla variegata bellezza... tutto questo in una diffusa e palpabile atmosfera in cui la gioia per la vita promana da ogni poro della Pelle di questa formidabile città.



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