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07/10/2016, 14:03

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GRAMIGNA-presentato-in-anteprima-al-Cinema-Posillipo


 In occasione del Galà del Cinema e della Fiction in Campania presentato il film di Sebastiano Rizzo su riscatto sociale e voglia di una "vita normale"




Al Cinema Posillipo, in occasione del Galà del Cinema e della Fiction in Campania in cui è in concorso, è stato presentato GRAMIGNA di Sebastiano Rizzo alla presenza del regista, del cast e dei produttori della Klanmovie.


La proiezione è stata accolta dagli applausi che hanno ripagato un lavoro iniziato molti mesi fa, quando la nascita della Klanmovie avvenne con l’idea di realizzare prodotti audiovisivi finalizzati principalmente ai giovani, con messaggi fortemente educativi, pertanto, oltre a voler esaltare il valore artistico e cinematografico del film l’obiettivo era dare forte risalto al valore etico, sociale e culturale dei contenuti.


Mentre GRAMIGNA veniva girato la Klanmovie organizzava incontri nelle scuole e nelle università per discutere con i giovani delle tematiche affrontate nel film, o comunque partendo da queste per discutere di legalità e riscatto sociale.


GRAMIGNA parla di cambiamento, di possibilità, di scelta ed è ispirato alla figura di Luigi Di Cicco il cui supporto è stato fondamentale per girare il film: con generosa umanità ha raccontato la sua esperienza di bambino vissuto nel "male".


Con coraggio ha confidato la sua continua lotta interiore per sfuggire alle tentazioni; di come abbia dovuto toccare il fondo per poter riemergere; di come l’amore lo abbia salvato: quello della madre, una donna che ha sacrificato la sua vita, ma che ha lottato come una leonessa per tenere lontano il figlio da una strada senza uscita.


Un film che racconta, dunque, tenebre e luce di un vissuto; la capacità che l’uomo ha di sfuggire al suo stesso destino e fare della propria vita un esempio da seguire.


A proposito di GRAMIGNA il regista Sebastiano Rizzo ha detto: "è un film di grande valore socio-culturale, nato con l’obiettivo di portarlo in tutte le scuole a scopo educativo e culturale.

Un film che prende i giovani per mano e li guida, senza ipocrisia, senza filtri o menzogne, nelle tenebre del male - un male che rende l’esistenza stessa una galera - indispensabile per farli poi riemergere nella luce, di un riscatto possibile per tutti.

Un riscatto che genera libertà e regala così possibilità di: osare, ribellarsi, cambiare, fare, sognare, in una terra dove spesso i sogni restano intrappolati nell’adolescenza e si tramutano poi in rabbia, disillusione e rassegnazione.


Una frase storica e molto significativa di un film diretto dal maestro Francesco Rosi, diceva: ’I personaggi e i fatti qui narrati sono immaginari; è autentica, invece, la realtà sociale e ambientale che li produce’.


Il film era ’Le mani sulla Città’, film d’impegno civile che, ancora oggi, è un capolavoro sociale, uno strumento atto a migliorare il nostro approccio alla vita e alla nostra terra. GRAMIGNA invece, è la testimonianza di una realtà tangibile, perché si può osare per cambiare e vincere il male."


GRAMIGNA - volevo una vita normale


GRAMIGNA narra la storia di un ragazzino, Luigi, figlio di Diego, uno dei più potenti boss della malavita campana, che ancora oggi sta scontando l’ergastolo e che Luigi ha visto solo in galera. Luigi è costretto a fare i conti costantemente con una realtà che si divide tra bene e male e conteso tra "tentatori" (ricchi e persuasivi malavitosi) e "angeli custodi" (la madre Anna e Vittorio, l’amato allenatore di calcio).


Gli insegnamenti del padre , contrariamente a quanto potrebbe o dovrebbe avvenire, mettono in guardia il figlio dai rischi del malaffare, dalla pericolosità di cedere alle provocazioni e inoltre lo spronano a studiare e a lavorare, facendogli capire il valore della famiglia, della serenità e, soprattutto, della libertà.


Ma il senso d’impotenza che Luigi prova ogni qual volta assiste all’umiliazione dei commercianti della sua terra da parte della malavita, fa crescere il lui un desiderio di riscatto per quella gente e quella terra.


Così, crescendo e lottando dolorosamente contro se stesso, vivendo costantemente in uno stato di profonda solitudine e rabbia ed emergendo da uno stato di profonda depressione, riuscirà a risorgere e a estirpare dalla sua mente, come una Gramigna appunto, ogni forma di tentazione che potrebbe costargli quella libertà che conquisterà a sue spese, sperimentando il dolore e l’umiliazione del carcere: nulla può essere barattato se non con la stessa libertà.


Grazie, quindi, alla sua grande voglia di riscatto, diventerà un commerciante e si dedicherà con grande entusiasmo al riscatto civile, in particolare la sua attenzione è rivolta a quei commercianti che, più volte, aveva visto umiliati e feriti non solo nel corpo ma anche nella dignità, dalla sua stessa famiglia.


Finalmente potrà fare qualcosa per loro, potrà lottare insieme a loro, contro la criminalità. Ma non solo: lottare per il riscatto dei ragazzi del Sud, difendere quella bella terra "sfregiata" che resiste al potere della malavita, sperando che la sua storia possa essere da esempio ai tanti giovani, che sognano di estirpare, come lui, la gramigna dal loro "status" per diventare uomini migliori.


regia: Sebastiano Rizzo

cast: Gianluca Di Gennaro, Ernesto Mahieux, Teresa Saponangelo, Biagio Izzo, Mario Porfito, Enrico Lo Verso, Gianni Ferreri, Nicola Graziano, Titti Cerrone, Anna Capasso, Lucia Ragni, Ciro Petrone

soggetto e sceneggiatura: Camilla Cupero

fotografia: Timoty Aliprandi

montaggio: Letizia Caudullo

musiche: Franco Eco

scenografia: Mauro Paradiso

costumi: Valentina Mezzani

suono: Mario Iaquone

produttore esecutivo: Alfonso Santoro

direttore di produzione: Giuseppe Manzi

aiuto regia: Alessandro Stellari

organizzatore: Davide Tovi

casting: Loredana Scaramella

produzione: Klanmovie Production Srl

uff. stampa Klanmovie: Ignazio Riccio





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