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26/06/2016, 19:54

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LA-CAMORRA-un-documentario-di-Giuseppe-Ferrara


 Nel 1965 Giuseppe Ferrara gira un documentario sulla malavita napoletana...dalla nascita nell’800 all’influenza nella Napoli degli anni 60




LA CAMORRA è un documentario del 1965 diretto da Giuseppe Ferrara e prodotto dalla Corona Cinematografica. Il film, attraverso interviste, fotografie, stampe e immagini d’epoca, ripercorre la storia della camorra dalle origini agli anni ’60 ed è diviso in due capitoli:


1 - Storia della camorra

Un carretto di verdura raggiunge all’alba i mercati generali, mentre vengono raccontate origini e regole della camorra, nata come ribellione alle leggi ufficiali ritenute ingiuste. Si vedono foto di camorristi con il viso sfregiato, stampe d’epoca e immagini più recenti di camorristi tatuati: ogni tatuaggio ha un significato specifico, rappresenta le prodezze del camorrista..

Tra i vicoli di Napoli, con i panni stesi tra le case, alcuni ragazzini frugano tra i rifiuti: la camorra dà loro la possibilità di mettersi in evidenza con furti e piccoli crimini.


In un teatrino le marionette simulano un combattimento a coltello, fanno la "zumpata". All’inizio il camorrista era una sorta di eroe gradasso che riscuoteva tangenti in cambio di protezione: a pagare erano soprattutto prostitute e negozianti, ma c’erano tangenti persino sull’elemosina ai santi.


La camorra collaborò alla cacciata dei Borboni, Garibaldi al suo arrivo a Napoli era scortato da un capo camorrista (stampe d’epoca documentano questi fatti). Dopo l’Unità d’Italia la corruzione si estese ai parlamentari, iniziò la guerriglia tra politica e camorra che raggiunse il culmine con il processo Cuocolo nel 1912 , in cui vennero condannati molti capi della camorra (foto e disegni d’epoca del parlamento): questo chiuse il primo periodo della camorra classica, da allora per un po’ la camorra divenne più docile, uno strumento nella mani della classe dirigente.


Il movimento operaio segnò una separazione netta fra ribellismo camorrista e lotta sindacale, mentre la violenza fascista si alleò con la camorra (foto di manifestazioni operaie e di fascisti). Durante il regime però anche i guappi che non appoggiavano direttamente il potere venivano mandati al confino.


Dopo la guerra la camorra prosperò con il contrabbando, è il periodo degli arricchimenti favolosi e delle sparatorie improvvise per le strade di Napoli: nel 1950 la camorra controllava il mercato nero di sigarette, benzina, droga e abiti usati che arrivavano dall’America a Resìna (oggi Ercolano).


Emblematico in quegli anni fu il caso Pupetta Maresca, che nel 1955 vendicò l’omicidio del marito Pasquale Simonetti, detto Pascalone ’e Nola (presidente dei prezzi negli ortofrutticoli per conto della camorra, boss emergente) e ispirò il film di Francesco Rosi "La sfida": alcune scene del film vengono usate per illustrare la storia, assieme a foto d’epoca di Pupetta, del marito, del processo.

Con la condanna di Pupetta si conclude il periodo gangsteristico della camorra: i gruppi di quartiere sono ormai in decadenza, si celebrano i funerali degli ultimi guappi.


2- La camorra oggi (anni ’60)

Un motorino percorre una strada di campagna, la voce di commento racconta che la nuova camorra si è organizzata per settori, è più precisa e razionale. Gestisce ortaggi, carne, latte e in seconda linea sigarette, tessuti, edilizia, prestiti a usura, lavori agricoli.


Ha rinunciato alla "guapperia", si affida a ragionieri e protezione politica attraverso un racket organizzato. In una trattoria alcuni mediatori mangiano parlando delle differenze con il sistema di una volta in cui c’era rispetto, dicono, ora ci sono i capitalisti e le cose sono cambiate. Alcuni contadini - tra cui un uomo con moglie e figlio accanto - raccontano che sono costretti a versare tangenti e a vendere le merci secondo i prezzi dettati dalla camorra.


Ogni giorno carri e camion caricano la verdura e la portano ai mercati generali. Nel giugno 1959 ci fu un tentativo di ribellione per il prezzo troppo basso delle patate, con assalto al municipio e alla caserme dei carabinieri, tutto si concluse con alcuni feriti e arresti.


Un commerciante al mercato ortofrutticolo dice che lì viene applicata la legge della camorra e non quella dello Stato. Anche al mercato del bestiame, con i camion che trasportano la carne, comanda la camorra: una cooperativa ha tentato di spezzare il monopolio, vengono intervistati i macellai che ne fanno parte.


La camorra esercita il controllo anche sulla raccolta del latte, come testimoniano commercianti e operai della centrale del latte.

In conclusione una panoramica su Napoli, con ragazzini e gente per strada, panni stesi nei vicoli, donne che dai balconi tirano su con delle corde cestini di frutta e verdura, mercati e negozi: su tutto, ricorda la voce di commento, grava una tangente.


GUARDA IL DOCUMENTARIO



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