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22/12/2015, 18:43

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I-GIOCATORI-di-Enrico-Ianniello-domenica-27-dicembre-su-Rai-3


 Dal teatro al Cinema/TV la commedia teatrale di Enrico Ianniello sulla storia di quattro “invisibili” e il loro desiderio di riscatto



Il testo teatrale catalano ELS JUGADORS di Pau Mirò, diventato I GIOCATORI tradotto, riscritto e messo in scena per circa 4 anni da Enrico Ianniello, è ora un film nato quasi per scommessa nel momento in cui lo spettacolo teatrale doveva essere registrato per la Tv.

Prodotto da Rai Fiction, Rai Centro Produzione TV Napoli e Teatri Uniti sarà visibile sul piccolo schermo domenica 27 dicembre alle ore 23, in prima visione assoluta, su Rai 3. 

La storia di quattro "invisibili" e del loro desiderio di riscatto è interpretata dall’autore e regista Enrico Ianniello, da Renato Carpentieri, Tony Laudadio, Marcello Romolo e Andrea Renzi.

La Trama

Quattro uomini di mezz’età ed i loro fallimenti, le loro frustrazioni. In un vecchio appartamento, davanti ad un tavolo da gioco, condividono il loro tragicomico presente tra una partita e l’altra. Il becchino (Enrico Ianniello), il professore (Renato Carpentieri), l’attore (Tony Laudadio), il barbiere (Marcello Romolo), figure grottesche, qui mettono in gioco l’unico capitale che hanno a disposizione: la loro solitudine, la loro ironia, la loro incapacità di capire.

I soldi sono spariti da tempo, come qualsiasi possibilità di successo personale ma, proprio sul punto di toccare il fondo, i quattro decidono di rischiare il tutto per tutto, rouge ou noir!, e allora il gioco si fa pericoloso.

NOTE DI PRODUZIONE 

I GIOCATORI da spettacolo teatrale di successo a film per la televisione. Tutto parte dall’originale versione tradotta, diretta ed interpretata da Enrico Ianniello di Els Jugadors di Pau Mirò, attualmente tra i più seguiti ed apprezzati drammaturghi catalani. Il fortunato spettacolo, prodotto da Teatri Uniti con OTC e Institut Ramon Llull di Barcellona, è arrivato alla quarta stagione consecutiva di programmazione nei teatri italiani e nel 2013 ha vinto il prestigioso Premio Ubu come miglior testo straniero.

Grazie alla consolidata sinergia fra Teatri Uniti e il Centro di Produzione RAI di Napoli e con il decisivo apporto di Rai Fiction, il progetto iniziale di una semplice ripresa dello spettacolo si trasforma nell’articolata realizzazione di un vero e proprio tv-movie.

L’esordio di Enrico Ianniello alla regia cinematografica traspone l’ impianto drammaturgico in caratteristici interni dal vero e lo arricchisce di suggestive sequenze oniriche e di ulteriori inserimenti nel cast originale di figure significative, come il Padre (Andrea Renzi), solo evocate nel testo teatrale.

NOTE DI REGIA

I quattro giocatori di questo film sono degli amabili falliti, dei derelitti che hanno abbracciato con tale amore la loro disdetta da essersi trasformati in qualcosa di nuovo. Simpatici, vitali, chiacchieroni, formano una combriccola stralunata che si incontra per giocare a carte, ma è come se in fondo non esistessero più.

Le loro vite trascorrono in casa del professore che li ospita, eppure non è difficile immaginarseli fuori dall’appartamento grande e accogliente, tolti da quell’ansa di tranquillità e rimessi nel fiume vorticoso della metropoli: invisibili. Invisibile l’attore appassionato di furti al supermercato e vuoti di memoria in scena, invisibile il becchino innamorato dei racconti che gli fa la prostituta ucraina che accoglie la sua solitudine, invisibile il barbiere che barbiere non è più.

E invisibile, naturalmente, il professore di matematica con un vecchio complesso di inferiorità e un padre - fantasma che gli fa scherzi indicibili. Ecco, ho puntato sulla forza di questo gruppetto umano, cercando di valorizzarne al massimo la capacità empatica (e la bravura di quattro straordinari attori, sì, mi ci metto in mezzo pure io!), ambientando tutto il film nella casa del professore, una bellissima casa napoletana di Corso Vittorio Emanuele, composta da moltissime stanze.

Nel film ci sono due omaggi evidenti all’origine teatrale del progetto: alcuni "totalini a tre" senza stacchi, come nelle scene dei film di Totò fissate per sempre nella nostra memoria, e il lungo piano sequenza durante il quale, a metà tra sogno e realtà, la vita dei protagonisti prende una svolta. Ed eccoci all’altra protagonista: Napoli.

La città entra in questo film, che nasce da un testo teatrale catalano, con i suoi suoni lontani - l’esterno della casa - e i suoni presenti e forti della lingua parlata dagli attori. Solo per due volte si vede un pezzetto, un frammento della città: ma entrambe le volte è specchiata, raddoppiata, o notturna, forse sognata.

Perché la vita vera forse è definitivamente negata ormai ai nostri grandi antieroi, con il risultato di una malinconica, amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere.



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