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10/12/2015, 18:09

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 L’attrice napoletana protagonista del nuovo film di Leone Pompucci dal 10 dicembre al cinema



Il 10 dicembre arriva nelle sale cinematografiche italiane il nuovo film di Leone Pompucci, LEONE NEL BASILICO, con protagonista una straordinaria Ida Di Benedetto e con un cast formato da Carla Signoris, Mariano Rigillo, Domenico Diele, Stefano Fresi, Catrinel Marlon, Augusto Fornari, Pia Velsi e tanti altri bravissimi attori.

Il film smaschera simpaticamente le verità nascoste negli stati d’animo dei protagonisti, a partire da Maria Celeste, una donna che, dopo un’intera vita dedicata a marito e figlio, riscopre il suo gran bisogno di amare ed essere amata, fino a dar vita ad una buffa e improvvisata fuga, proprio per proteggere l’amore ritrovato.

"LEONE NEL BASILICO è un racconto epico e appassionante, - dichiara il regista, Leone Pompucci - che ci dice che nella vita non è mai troppo tardi. Non è mai troppo tardi per amare per noi viventi, che viviamo in realtà solo per amare." "Maria Celeste - afferma Ida Di Benedetto parlando del suo personaggio - è una donna che durante tutto il suo percorso umano, man mano, un po’ per volta perde tutto, soprattutto sé stessa! Ed è proprio questo il punto in cui la vita imprevedibilmente diventa meravigliosa! Il dono che Maria Celeste riceve si chiama LEONE un piccolo bambino di dieci mesi e attraverso la vita che nasce Maria Celeste ricrea la sua anima, ruvida e inaridita, scoprendo finalmente che cos’è l’Amore, cos’è il Coraggio ed il vero senso della VITA!"

Stefania Bifano, in veste di produttrice, descrive la commedia sostenendo che "Questo film è una grande occasione per raccontare una straordinaria storia umana. Il carattere così antieroico della protagonista, la vecchia Maria Celeste, un clown triste buffo perduto, che in poche battute si trova davanti a un’imprevedibile avventura molto più grande di lei, ma che solo lei saprà affrontare."

Ma cosa racconta LEONE NEL BASILICO?

È il 14 agosto, una calda mattina d’estate, in una stazione ferroviaria quasi deserta c’è una signora di sessant’anni circa, vestita di tutto punto e ben pettinata, accanto a lei un carrellino della spesa, si è addormentata dopo aver preso un tranquillante. Una mano la scuote, è una giovanissima donna, le posa tra le braccia un bimbo di pochi mesi e scappa via.

Comincia così la storia di Maria Celeste, vedova di un commercialista e madre di un commercialista che avrebbe voluto fare il chitarrista. Maria Celeste vive in "Albergo", come definisce la casa di cura in cui si è trasferita perché da sola non poteva più stare: fornelli accesi e rubinetti dell’acqua aperti erano diventati la regola.

Prova a lasciarlo in un’auto della Polizia incustodita, ma non fa in tempo a lasciare il bambino in macchina che viene bloccata dai poliziotti e, prima ancora, dalla ragazza che glielo aveva lasciato e che ora lo riprende con sé. In quella mattina di tempo vuoto, Maria resta con la ragazzetta e il suo bambino. Maria è tirchia, antipatica, solitaria, guarda tutti dall’alto in basso. È soprattutto sola e orgogliosa.

Racconta a tutti che la domenica va da suo figlio per preparargli il sugo di pesce, buono come solo lei sa fare. Ma non è vero. La verità è che trascorre ogni domenica seduta tutta sola sulla solita panchina, perché lei il figlio non lo vede da tre anni. Hanno litigato, non si parlano più. In quella calda mattina d’agosto si ritrova sola, stordita e con un bambino in braccio. Prova a lasciarlo lì, in fondo non è affar suo, ma poi lo porta con sé.

Insieme passeggiano, vanno in un grande magazzino, mangiano un gelato. Parlano. Ognuna racconta all’altra pezzetti della sua storia. Maria racconta ancora la bugia di suo figlio, parla dell’importanza delle regole, della famiglia. La ragazza, piena di energia amorosa e di progetti strampalati, racconta del suo passato di fughe dai collegi, della nascita e dell’amore per il suo bambino. Lo ha chiamato Leone perché sappia affrontare la vita con coraggio. Poi la ragazza chiede a Maria di tenerle ancora un attimo, un attimo solo, il bambino. Vado e torno, dice. Indossa una parrucca e si allontana. Torna, riprende Leone, ma perde l’ultima corriera, così resta ancora un po’ con Maria, fino a quando le affida il bambino un’ultima volta. Attraversa la strada.

Un tram la investe. E muore, senza una ragione, in una mattina d’estate. Maria ora è sola col bambino. Comincia così, veramente, la storia di Maria Celeste, l’antipatica, l’orgogliosa, la severa, che nel breve tempo che va dal 14 al 16 di Agosto si troverà a dover salvare quel bambino. Insieme a quel bambino da curare, lavare, cambiare, consolare e amare, troverà cura e consolazione per sé stessa.





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