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22/04/2014, 12:33

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1914-1915-l’incontro-tra-la-letteratura-e-il-Cinema


 Il biennio 1914-1915 fu il periodo in cui la produzione napoletana realizzò opere fondamentali per la cinematografia nazionale, distaccandosi sempre da quelli che furono i temi dei film prodotti nel r



Il biennio 1914-1915 fu il periodo in cui la produzione napoletana realizzò opere fondamentali per la cinematografia nazionale, distaccandosi sempre da quelli che furono i temi dei film prodotti nel resto d’Italia: niente film storici e drammi passionali di gran dame, ma storie di povera gente che lotta contro la prepotenza di ricchi e camorristi, con attori presi dalle strade o dai teatri popolari.

Opere, queste, tratte spesso dai romanzi degli autori più rappresentativi del verismo quali Roberto Bracco, Salvatore Di Giacomo e Matilde Serao. Il testo letterario, infatti, fu la fonte principale a cui il Cinema attingeva per trovare storie da raccontare sullo schermo, avvicinando così il grande pubblico, sopratutto quello meno acculturato, alla letteratura e alla storia degli antichi. Tuttavia gli intellettuali in un primo momento mostrarono scarsa simpatia per il nascente cinematografo, sia perché non credevano nel suo valore artistico, sia perché avvertirono i "pericoli estetici" che potevano derivare dall’adattamento cinematografico delle loro opere. Ben presto però finirono per cedere alle lusinghe del grande schermo (anche per esigenze economiche) e divennero dei punti di riferimento essenziali per l’industria cinematografica.

Due pellicole che possiamo definire sicuramente storiche, per aver dato inizio a quella che sarà la scuola neorealista del dopoguerra, furono: Sperduti nel buio e Assunta Spina. (continua)



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