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17/04/2014, 19:51

luciano martino,manetti bros,song e napule



SONG-’E-NAPULE-l’ultima-creatura-del-grande-produttore-Luciano-Martino


 Probabilmente il nome di Luciano Martino dirà qualcosa solo agli addetti ai lavori del mondo del Cinema, ma quest’uomo nato a Napoli nel 1933 e deceduto nell’agosto del 2013 a Malindi è stato senza du



Probabilmente il nome di Luciano Martino dirà qualcosa solo agli addetti ai lavori del mondo del Cinema, ma quest’uomo nato a Napoli nel 1933 e deceduto nell’agosto del 2013 a Malindi è stato senza dubbio uno dei più grandi produttori italiani.

Se da un lato per il Cinema di genere si deve a lui la creazione dei poliziotteschi così come delle commedie sexy, dall’altro ha saputo osare e rischiare con produzioni di qualità appoggiando le opere di autori come Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo, i fratelli Taviani, Francesca Archibugi, Mimmo Calopresti, tra gli altri.

Ha lavorato con personaggi come John Huston ed Henry Fonda, ha prodotto film come Il Mercante di Venezia di Michael Radford con una straordinaria interpretazione di Al Pacino. Grazie a Luciano Martino sono stati distribuiti in Italia film come Monster’s ball, premio Oscar come migliore attrice ad Halle Berry, e La casa dei matti di Andrej Konchalovsky, Gran Premio della Giuria al Festival di Venezia. Ha coprodotto Gorbaciof di Stefano Incerti interpretato da Toni Servillo.

E negli ultimi anni con la sua casa di produzione, la Dania Film, aveva preso a cuore e si era appassionato al modo di fare Cinema di due terribili ragazzi romani: i Manetti Bros.

Così dopo aver prodotto Paura 3D e L’Arrivo di Wang si è innamorato del soggetto di Song ’e Napule scritto dall’attore Giampaolo Morelli e presentatogli dai due.

Raccontare il fenomeno dei cantanti neomelodici, unico al mondo, e inserirlo in una cornice di commedia poliziesca stile anni ’70, ha affascinato fin da subito Luciano Martino, convincendolo delle grandi potenzialità di questa storia. Secondo Martino Song ’e Napule significava una svolta nella carriera dei Manetti, ovvero sperimentare un genere differente che, sempre con un’attenzione al realismo, fa della commedia, del poliziesco e della ricerca musicale i propri punti di forza.

Per fortuna prima di morire nell’agosto del 2013 il produttore napoletano è riuscito a veder finito questo film che aveva tanto desiderato e le parole dei Manetti Bros su Luciano Martino valgono più di qualsiasi commento critico si possa fare sull’importanza del suo lavoro nel mondo del Cinema:

"Siamo fieri di aver diretto l’ultimo film dell’uomo che consideriamo il più grande produttore italiano, oltre che il nostro maestro. Un incontro e un connubio durato pochi anni, ma che per noi ha significato tutto, oltre ad averci dato quello di cui avevamo bisogno, qualcosa che nessuno prima di lui era riuscito a darci: una direzione."

(biografia e filmografia di Luciano Martino)


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