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22/07/2015, 13:01

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 Il j’accuse del Coordinamento Festival Cinematografici Campania sulla mancanza di interventi istituzionali sul Cinema in Campania



Sabato 18 luglio 2015 in una lettera inviata al quotidiano La Repubblica, il direttivo del Coordinamento Festival Cinematografici della Campania, a firma del suo Presidente Giuseppe Colella e di Michelangelo Messina, fondatore e Direttore Artistico dell’Ischia Film Festival, ha parlato dello stato attuale del Cinema in Campania e sopratutto del vuoto istituzionale che secondo il Coordinamento non fa altro che sprecare una delle più grandi risorse economico-culturali della regione.

Di seguito il testo integrale della lettera e in allegato quello pubblicato sul quotidiano La Repubblica:

"Gentile Direttore,

è da anni che gli operatori del settore cinematografico reclamano un intervento istituzionale per mettere a sistema tutta la filiera culturale legata a questo mondo. Il Coordinamento Festival Cinematografici della Campania è nato circa due anni fa con l’idea di rendere organica e visibile la proposta di tante manifestazioni che si svolgono sul territorio della regione e che hanno un’estrema difficoltà ad andare avanti, proprio per l’assenza di un quadro normativo di riferimento.

Il Coordinamento comprende, al momento, 17 festival sparsi per tutta la regione, con diverse identità, ma accomunati dalla voglia di definire e qualificare l’offerta culturale legata al cinema ed all’audiovisivo. Essi portano avanti un’opera che ha molteplici effetti, valorizza i territori e i luoghi della nostra terra, stimola la partecipazione in particolare delle scuole e delle giovani generazioni, promuove un cinema indipendente che non trova spazio nella programmazione usuale delle sale cinematografiche, e, infine, crea valore aggiunto da un punto di vista economico, con l’incremento dei flussi turistici e di ciò che ne consegue.

In questo percorso progettuale ci è parso fondamentale, fin dall’inizio, stabilire un dialogo con la controparte istituzionale, nell’ottica di dotarsi al più presto di quegli strumenti idonei a favorire ed incentivare chi vuole fare cinema in questa regione. Come emerso da un paio d’incontri pubblici, organizzati dal Coordinamento sul finire 2014, che hanno visto confronti costruttivi tra diversi operatori istituzionali e non, la situazione è attualmente molto deficitaria.

La Campania oggi è tra le poche regioni italiane che non hanno immaginato un quadro complessivo e coerente di investimenti nell’ambito cinematografico.

A dispetto di chi ha sostenuto che "con la Cultura non si mangia", ciò che accade in molte regioni italiane, dimostra esattamente il contrario. Si pensi all’esperienza pugliese, in cui una forte Film Commission ha alimentato, negli ultimi anni, a partire dalla produzione e dalla promozione culturale, un notevole sviluppo economico, sostenendo le produzioni, sia quelle grandi che quelle indipendenti, rilanciando il circuito delle sale di qualità e favorendo la messa a sistema di una rete di festival e rassegne cinematografiche in grado di promuovere e valorizzare, in primis, i talenti locali e le bellissime locations regionali. Purtroppo, è un dato di fatto, esiste un abisso tra la nostra regione e territori come la Puglia, il Piemonte, il Friuli, il Lazio e tanti altri ancora, che hanno, chi da più tempo, chi di recente, deciso d’investire in questo campo.

Tutto ciò sembra un assurdo controsenso se si considera, invece, quanto la nostra terra sia foriera di talenti riconosciuti in ambito nazionale e internazionale, i quali finiscono inevitabilmente per cercare opportunità di crescita e di affermazione fuori dalla Campania, a causa dell’annosa mancanza di investimenti chiari che partano da una sinergia tra pubblico e privato. Eppure, cosa forse ancora più paradossale, non sembrerebbe difficile immaginare un percorso che porti ad un sistema di regole e ad una legge regionale sul cinema, in grado di rilanciare il settore ed impedire la fuga di talenti e di capitali dai nostri territori.

Sosteniamo questo perché le dinamiche virtuose dei fondi comunitari potrebbero permettere di giungere in tempi rapidi alla costituzione di un Fondo per il Cinema, disciplinato da una futura legge e di una importante consistenza. Sappiamo che nella Commissione Regionale sulla Cultura è stata licenziata due mesi fa una proposta di legge regionale, la quale, prima o poi, dovrà andare al vaglio del Consiglio, ma allo stesso tempo siamo consci che quella proposta rappresenta solo un primo passo, così come da noi sostenuto in un’audizione della stessa Commissione il 16 settembre scorso. A nostro avviso, infatti, ci si trova di fronte alla duplice impellente necessità di ampliarne il contenuto e, soprattutto, di prevedere la costituzione di un Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo che sia cospicuo e stabile.

Come fare? L’esempio dell’ultima legge sul Cinema dell’Emilia Romagna pare illuminante. In primo luogo si dovrebbe aprire un tavolo di confronto per l’elaborazione di un testo che comprenda tutti gli aspetti collegati al mondo cinematografico, ovvero la produzione di opere tra lungometraggi e cortometraggi di finzione, documentari e animazione, la promozione culturale con festival e rassegne, la distribuzione tramite un circuito di qualità, la formazione di talenti attraverso le scuole di cinema, la nascita di nuove imprese cinematografiche, la film literacy ovvero l’educazione al Cinema tra gli obiettivi primari in ambito comunitario e, infine, la costituzione di una rete di archivi audiovisivi su base regionale.

Definita la proposta basterebbe creare una sinergia tra quattro settori vitali quali Cultura, Attività Produttive, Turismo e Formazione Professionale, con l’obbligo di garantire una copertura annuale delle risorse europee attivabili dai quattro Assessorati di riferimento. Facendo in questo modo in terra emiliana sono arrivati a prevedere, con la nuova programmazione europea 2014-2020, un Fondo per il Cinema di oltre 3 milioni di euro l’anno, una base di partenza da incrementare progressivamente.

Fin troppo semplice sottolineare come in Campania le risorse attivabili possano essere molto più rilevanti, in considerazione del fatto che la nostra terra rientra ancora tra le aree più svantaggiate, alle quali, ad. es., in Italia sono destinati 22,2 miliardi di euro dei futuri fondi di coesione territoriale su un totale di 32,2.

Quanto tempo bisogna ancora aspettare per decidere finalmente d’investire in maniera saggia, oculata e trasparente nel "Cinema Campano" puntando sulle idee, il merito e il talento?

Noi non resteremo ad aspettare ancora e saremo con tutti coloro che vogliono cambiare lo stato di cose esistente per puntare sul Cinema come elemento di sviluppo sia culturale che economico. Per questo motivo, al più presto, organizzeremo un nuovo incontro invitando tutti gli operatori del settore cinematografico e audiovisivo interessati, per definire insieme un manifesto programmatico da sottoporre all’attenzione della classe politica campana.

L’auspicio è di giungere rapidamente alla creazione di quel sistema normativo di cui c’è fortemente bisogno per promuovere, valorizzare ed investire sul nostro Cinema, sui nostri talenti e sulla nostra terra."

http://www.festivalcinemacampania.it/




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