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12/07/2015, 19:04

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MOMMY...se-una-giuria-di-Giovani-lo-premia-c’è-speranza-per-il-futuro-#swff2015


 Al film di Dolan Golden Spike Award assegnato dalla Giuria Giovani al Social World Film Festival



MOMMY di Dolan è un’opera cruda, triste, nonostante il giovane regista 26enne ci tenga a precisare che non ama raccontare perdenti...al massimo persone che hanno problemi poi è lo spettatore a giudicare tutto il resto.

E nel caso della Giuria Giovani del Social World Film Festival di Vico Equense lo spettatore giudicante era formato da esseri umani di età addirittura inferiore a quella del regista...generazione tecnologica abituata ai film in 3D e alle serie Tv, al mordi e fuggi e ai "soliti idioti"...generazione che, per chi come me si occupa di cinema scrivendone da anni, dopo 1 ora e mezza scappa dalla sala cinematografica e in ogni caso preferisce lo streaming alla sala così può fare altre cose mentre guarda un film.

E invece...la Giuria Giovani è rimasta scossa e impressionata dall’opera di Dolan, emozionata al cospetto della storia di Die e Steve, affascinata e sorpresa dalla tecnica registica dell’autore canadese, tanto da premiarlo con il Golden Spike Award come Miglior Film.

Die e Steve, madre e figlio... lei un’esuberante giovane vedova che si vede costretta a prendere in custodia a tempo pieno suo figlio, un turbolento quindicenne affetto dalla sindrome da deficit di attenzione...Steve che anni prima era stato portato dalla madre in un istituto perché ingestibile, violento quando colto da crisi e che ora lo stesso istituto rifiuta di tenere dopo l’ennesimo atto di violenza gratuita. Die è sfiduciata anche perché ha perso il lavoro a causa del figlio, e allo stesso tempo è contenta di riavere Steve con sè, e una volta conosciuta Kyla, una vicina del quartiere, con il suo aiuto comincia a pensare di poter tenere a bada il ragazzo...anche se la speranza non basta in certe situazioni.

Dal realismo di scene forti con gli scontri tra madre e figlio, alle belle musiche della colonna sonora pop rock fatta di canzoni piuttosto note (Oasis, Dido, Sarah McLachlan) il filo conduttore di MOMMY  sta nel formato immagine, 1:1, un perfetto quadrato in cui i personaggi vengono "ritratti", diventano protagonisti che lo spettatore voglia o meno...nessuna distrazione di contorno...lo spettatore vive un rapporto emotivo con lo sguardo dei personaggi che sembrano addirittura rinchiusi in quel formato quadrato...tanto che in sole due occasioni l’immagine si allarga nel classico cinemascope ed è quando sia i protagonisti che gli spettatori paiono vivere momenti di ritrovata serenità...apparente.

MOMMY è un film "difficile", lungo (140 minuti), ma stra-ordinario perché decisamente fuori dall’ordinario...l’intenzione di Dolan era di fare un’opera dark con presupposti di amore, amicizia, coraggio che lo rendessero sfavillante esteriormente, energico come in realtà sono Steve e Die, i due protagonisti...il regista evita il tasto della depressione grazie al modo di ritrarre i suoi personaggi, è il pubblico a dover giungere alla vera natura della storia senza che Dolan gli dica cosa pensare.

Dopo aver conquistato il Gran Premio della Giuria a Cannes MOMMY  ha raggiunto l’eccellente obiettivo di fare breccia in una Giuria di giovani come quella del Social World Film Festival 2015 (miglior film, miglior sceneggiatura e miglior attore Antoine Olivier Pilon)...e da cinefilo sfiduciato e pessimista sul pubblico contemporaneo lasciatemi esultare per questo risultato.



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