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08/03/2014, 01:43

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ELVIRA-NOTARI---la-prima-donna-regista


 La prima regista italiana, una delle prime al mondo fu Elvira Notari. Nata a Salerno e cresciuta e vissuta a Napoli dove sviluppò la sua attività cinematografica prendendone ispirazione e segnando la




La prima regista italiana, una delle prime al mondo fu Elvira Notari. Nata a Salerno e cresciuta e vissuta a Napoli dove sviluppò la sua attività cinematografica prendendone ispirazione e segnando la Storia del Cinema.


-Nei primi anni del ’900 lan produzione del Cinema partenopeo fu imperniata sui soliti scenari naturali del golfo e su aspetti del folklore (altari ex-voto, duelli, amori passionali, processioni dei santi) e si distinse dal resto della produzione italiana per questa sua vicinanza al contesto locale, tanto da avere, in seguito, problemi con il regime fascista: "...i cineasti a furia di girare per i cortili di Napoli, incorsero nella censura fascista ma, trasferiti a Roma, vi portarono i germi del neorealismo". 

Una delle più caratteristiche industrie cinematografiche napoletane fu la Dora Film della famiglia Notari: ne facevano parte il padre Nicola regista e operatore, il figlio Eduardo (Gennariello) attore, la madre Elvira soggettista e regista.
Punto di forza della Dora fu proprio Elvira, donna colta e decisa che volle a tutti i costi rappresentare nei suoi film la verità: "Il suo interesse principale verte sulle donne che cercano di sfuggire alla loro condizione di origine...Nonostante le sue eroine siano tutte condannate ad una fine ignobile, le tratta con tale ambiguità da lasciar intravedere accenni di sorellanza... Gli Uomini non sono considerati esseri autonomi, ma oscillano continuamente tra la madre e l’amante".
Durante la Prima Guerra Mondiale la Dora produsse con successo documentari e film patriottici: Preparativi guerreschi a Napoli - Eroismo di un aviatore a Tripoli - Addio mia bella addio l’armata se ne va; iniziò poi una serie di film ispirati a fatti realmente accaduti e alla tradizione letteraria e musicale: Il Barcaiolo d’Amalfi, tratto dal romanzo di Francesco Mastriani; Chiarina la Modista, dal romanzo di Carolina Invernizio; Medea di Portamedina, dal romanzo di Francesco Mastriani; ’A Legge, dalla canzone di E.A.Mario e Pacifico Vento; E’ Piccerella, dalla canzone di Libero Bovio e Nicola Valente.
Proprio per la loro ambientazione naturalistica, i film della Dora ebbero un enorme successo in America dove gli emigranti facevano le code davanti ai cinema per rivedere i luoghi della patria.
Erano gli anni in cui l’emigrazione permanente cresceva in tutta l’Italia meridionale: già nel 1901-1902 gli italiani che partivano per gli Stati Uniti erano 115.704 con una percentuale di analfabetismo del 48,2%; da Napoli in particolare ne partivano ogni anno almeno 80.000 e fino al 1921 la gran parte di essi si imbarcava dal porto di questa città.
Ciò indusse la succursale americana della Dora a produrre per le comunità degli emigranti, piccoli documentari sui loro paesi di origine venduti per 5 dollari a testa.
L’avvento del fascismo con le sue leggi censorie fu la causa principale del fallimento della Dora Film.
Lo scenario sociale e culturale e l’uso del dialetto erano elementi che non collimavano con il disegno di rinascita nazionale del regime che nel 1928 vietò definitivamente la produzione di film dialettali.
L’introduzione del sonoro contribuì non poco alla crisi del Cinema che, iniziata con la guerra, provocò la chiusura di molti stabilimenti cinematografici, soprattutto napoletani.
Non si produsse più a Napoli, anche se molti film continuarono ad essere improntati al suo folklore. L’industria cinematografica nazionale si stabilì definitivamente a Roma, dove si trasferirono anche tutti coloro che avevano fatto grande il Cinema napoletano.-
(di Chiara Masiello tratto da Napoli, una città nel Cinema - Biblioteca Universitaria di Napoli)


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