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25/05/2015, 17:49

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 Non perdete il documentario della Figli del Bronx Produzioni sui ragazzi dei Quartieri Spagnoli, andato in onda nello speciale tg2 dossier e ora disponibile sul sito Rai



LARGO BARACCHE DI GAETANO DI VAIO

Nei meandri  di una Napoli  decadente  sorge Largo Baracche, cuore  pulsante dei Quartieri Spagnoli.  Nei labirinti di questi antichi  vicoli,  il regista Gaetano Di Vaio, con l’aiuto  del giovane attore  Carmine  Monaco, scruta e segue le vite di sette  ragazzi. Con forza  e  morbidezza, con leggerezza  e profondità, la macchina  da presa ci mostra esisten­ze differenti, ognuna  alle prese con il proprio passato, con i loro  sogni e  le loro avversità. 

C’è chi deve fare i conti  con la propria appartenenza, perché figlio  di un boss "che ha dato le di­missioni", chi cerca di arrivare a fine mese improvvisandosi  parcheggiatore   abusivo,  chi crede ancora  nelle istituzioni­ soprattutto quella scolastica e chi punta il  dito  contro  la borghesia benpensante. 

Quelle di Carmine,  Gianni,  Mariano, Giuseppe,  Luca, Gennaro ed Antonio sono vite dissestate, destinate ad incontrarsi per costruire e costruirsi un’alternativa, una via d’uscita. I giovani, infatti, formano insieme  una "batteria", non una di quelle che, parafrasando  il linguaggio camorristico, "vanno  a fare il morto". No, la loro si potrebbe  quasi definire "una batteria del bene". Si uniscono per affrontare in­sieme difficoltà, disillusioni, pregiudizi e contrastare quella malavita che distrugge ed opprime la città ed il Paese intero. 

Attraverso i  loro occhi e  le loro parole, l’autore ci mostra la voglia  di riscatto  e  di credere ad un futuro diverso da quello che sembra già cucito addosso  a chi nasce nei Quartieri Spagnoli. 

La forza ed il coraggio  di poter credere, persino per coloro  che sono cresciuti  in un luogo  in cui "le opportunità sono eccezioni", in cui fin dalla  nascita ­come una spada di Damocle ­sembra incombere una minaccia,  una condanna,  il peso di un destino già scritto  che ognuno  di loro dovrà  portare  sulle proprie  spalle, invece, un’altra vita è possibile. 

NOTE DI REGIA DI GAETANO DI VAIO

I Quartieri  Spagnoli  sono situati  nel cuore di Napoli,  eppure  sembrano lontani  anni luce dal­ centro  storico.  Proprio  come Scampia, la Zona Nord, la Sanità e tutte  quelle aree che vivono il fenomeno  della cosiddetta "emarginazione", parola oramai  abusata e  che sembra quasi svuotata di significato a furia  di sentirla  ripetere. 

Eppure un significato forte  ce l’ha,  ce l’ha  per chi vive in prima persona  la follia  quotidiana di non sentirsi  come gli altri,  di portare  un marchio  sulla pelle, dato  dalla sola provenienza geografica  all’interno addirittura della stessa città. 

Sono nato oltre quarant’anni fa in un quartiere  che una volta era campagna  e  dove ora c’è la metropolitana che tutti possono prendere,  malgrado  le manifestazioni di alcuni comitati dei quartieri "bene" che chiedevano la limitazione del diritto di circolazione per gli abitanti  della  periferia.  Le  ho vissute  sulla mia pelle le disparità di trattamento, solo perché il mio italiano  portava con sé un accento  più marcato,  e  le rivedo  oggi, negli occhi dei ragazzi  che sto intervistando e  proprio di quello che vedo, ancora oggi,  ho fatto  l’essenza del lavoro che propongo  e  continuerò a proporre. 

Non è  facile  essere accettati dalla società quando  la galera è  stata parte integrante  della tua vita. Mariano,  Carmine,  Giovanni e  gli altri  hanno gli stessi sogni dei loro coetanei, magari anche più semplici  ma di certo  non meno nobili: vorrebbero   lavorare,  crearsi  una famiglia da portare  al mare l’estate  e fare due chiacchiere  la sera con gli amici.  

Ma nei Quartieri,  dove il tempo  a volte sembra fermarsi,  è  arduo  anche solo pensare al futuro e  alla possibilità di vedere  i propri sogni, i  propri  desideri  e bisogni  realizzati.   Lo sanno bene anche quelle signore che popolano  le strade  insieme  ai giovani protagonisti e che parlano ogni  giorno delle stesse cose, terrorizzate per il futuro  dei loro ragazzi,  per le scelte che faranno  o che saranno costretti a fare. 

Ad un certo punto della strada arriva  un bivio,  alcuni  fortunati lo vedranno,  lì arriva  la difficoltà: scegliere  la via di un lavoro  onesto  o rimanere  impanati  nella disumana ferocia  nella quale sono nati ... (Gaetano Di Vaio) 





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