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24/05/2015, 18:50

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PIEDINO-IL-QUESTURINO---film-girato-a-Napoli-con-Franco-Franchi


 La parodia di PIEDONE LO SBIRRO girata come l’originale all’ombra del Vesuvio visibile grazie a RaiCinemaChannel



Privo dello storico partner Ciccio Ingrassia, Franchi se la cava comunque egregiamente, merito anche della numerosa schiera di attori caratteristi che, in quegli anni, erano spalle eccezionali per i loro colleghi più celebri, sia nella commedia (Anatrelli è più conosciuto come il geometra Calboni, collega di Fantozzi), che in tutti gli altri generi cinematografici.

Evidente parodia di "Piedone lo sbirro", grande successo dell’anno precedente, Lo Cascio e il suo sceneggiatore Marino Onorati realizzano uno di quei "scult" tipici del cinema artigianale degli anni Settanta, senza però ricorrere a quelle volgarità che hanno contrassegnato molti film di quel decennio. Anzi, è la cinefilia a fare capolino più di una volta in sequenze come quella dello scontro in un tunnel fra un’automobile e un tir, ammiccamento questo alle comiche americane degli anni Venti e Trenta, o dialoghi come quello fra Pappacoda e Petralia dove il primo intima al secondo di "abbassare il braccio violento della legge".

Si ride, specie nelle scene che vedono il protagonista sequestrare di diritto le varie e nuove automobili di un pingue signore veneto al quale, dopo gli spericolati inseguimenti, puntualmente Petralia restituisce un ammasso di rottami. Il caratterista che veste i panni del malcapitato al volante si chiama Luca Sportelli. Con un cognome così, il destino era segnato.

PIEDINO IL QUESTURINO di Franco Lo Cascio - Italia - 1974 - 90’

Con FRANCO FRANCHI, GIUSEPPE ANATRELLI, IRINA MALEEVA, ENZO ANDRONICO

Napoli si sa è una città difficile, specie sul fronte della piccola e grande criminalità, ma niente paura: c’è il brigadiere di Polizia Franco Petralia (Franchi). In giacca e cravatta Petralia non si risparmia nella caccia ai peggiori malviventi dei quartieri della città partenopea verso i quali, sprezzante di ogni pericolo, si lancia per le strade e i vicoli, anche utilizzando automobili prese in prestito con la forza ai malcapitati cittadini.

A fronte di una mole di lavoro enorme, purtroppo per Petralia i risultati sono scarsi tanto che il suo superiore, il commissario Pappacoda (Andronico), rischia spesso l’ictus per le feroci arrabbiature che si piglia contro il povero brigadiere.

Petralia indaga su ogni fronte, dalle sigarette di contrabbando smerciate dalla bella Maria (Maleeva), alle rapine commesse ai danni di uffici postali e banche, organizzate da Pascalone Pera (Anatrelli), boss dei quartieri spagnoli. Petralia inanella un insuccesso dietro l’altro, ma quando finalmente la ruota della fortuna gira a suo favore, arriva il giusto riconoscimento. Quello di diventare un agente della CIA. 

(scheda e recensione a cura di Umberto Berlenghini)


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