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23/05/2015, 11:03

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 Cinema che Passione - Silvio Siano un nome nel dizionario dei registi, già con una particolarità, a scorrere la breve filmografia (7 film e mezzo): titoli secchi, incisivi, non facilmente dimenticabili



Napoli eterna canzone. Fuoco nero. Soli per le strade. Saranno uomini. Lo sgarro. La donnaccia. La vedovella. Ai quali si aggiunse, per ultimo, nel 1965, Agente X77: ordine di uccidere, firmato con lo pseudonimo Edgard Lawson, di cui esiste una versione francese diretta da Maurice Cloche. Lo ritroviamo, altra singolarità, negli anni Settanta, direttore di produzione e organizzatore generale in vari film, prevalentemente con Carlo Lizzani (San Babila ore 20: un delitto inutile, Storie di vita e malavita) e Stelvio Massi (5 donne per l’assassino, Poliziotto senza paura). 

Ma chi era Silvio Siano, regista sicuramente da riscoprire (in quel gruppo di titoli, almeno tre meritano visioni e revisioni)? Lasciamo la parola al figlio Leopoldo, affermato autore televisivo: «Nato nella provincia di Napoli [a Castellammare di Stabia, nel 1921, n.d.r.], Silvio Siano non perdeva occasione di dimostrare a tutti le sue qualità artistiche. Infatti, fin da piccolo, si divertiva a coinvolgere la sua numerosa famiglia a recitare delle commedie napoletane. Anche al liceo, era tra i più attivi a mettere in scena spettacoli teatrali. [...] Finita la Guerra, la decisione importante di trasferirsi a Roma, per seguire da vicino i grandi maestri del Neorealismo. [...] Dopo aver diretto due film per mettere alla prova le sue qualità di regista (Napoli eterna canzone - 1948, Fuoco nero - 1950) ed essersi fatto apprezzare al Festival del Cinema di Venezia con un cortometraggio Vicolo cieco, decise che era giunto il momento di farsi conoscere dal grande pubblico, scegliendo la sua città natìa come scenario ideale per girare il film. Con grande tenacia trovò i soldi per produrlo e, come De Sica, Rossellini, Pasolini, prese dalla strada gli interpreti della sua storia. Fu così che nacque Soli per le strade (1953), un film apprezzato anche dal Vaticano, per come fu affrontata la tematica dell’infanzia abbandonata. [...] La difficoltà di proporre un cinema impegnato [...] gli fece prendere la decisione di riporre nel cassetto i panni da regista per indossare quelli del produttore. Rimane in lui, comunque, la consapevolezza di aver fatto un Cinema con la "C" maiuscola» (Leopoldo Siano).Si ringrazia per la collaborazione Giuseppe Luciano Cuomo

PROGRAMMA INCONTRI E PROIEZIONI AL CINEMA TREVI DI ROMA

martedì 26 - ore 17.00

SARANNO UOMINI di Silvio Siano (1956, 90’)
Tre giovani, usciti dal riformatorio, prendono strade diverse: Antonio diventa sacerdote, Aldo meccanico e Giacomo un malvivente. Le loro strade si incroceranno inesorabilmente... «Questo film italo-spagnolo vorrebbe affrontare il problema dei giovani, delle loro possibilità di traviamento e di ravvedimento, attraverso una trama fin troppo piena di complicazioni. Pur non mancando di qualche scena di discreta fattura, la pellicola soffre di un po’ di lentezza nella narrazione e di situazioni al limite del credibile» (Tani). Con Massimo Girotti, Francisco Rabal, Marco Vicario, Silvana Pampanini, Lauro Gazzolo, Giacomo Furia. Copia proveniente dalla Cineteca Griffith

ore 19.00

FUOCO NERO di Silvio Siano (1951, 84’)
Vallelunga, minuscolo paese, è col suo ippodromo un centro importante per l’allevamento e l’allenamento dei cavalli da corsa. Qui vive Bruno, fantino non più giovanissimo, ch’esercita il suo mestiere al servizio d’una scuderia da corsa. Egli dedica particolari cure a Fuoco nero, cavallo di grandi possibilità che ha avuto finora poca fortuna. Bruno confida di portare Fuoco nero alla vittoria nel prossimo Gran Premio, ma la sua bella e giovane moglie, Maria disgustata della vita monotona, che conduce a Vallelunga, considera con scetticismo le speranze del marito. Arriva un giorno in paese il fratello di Bruno, Stefano, avventuriero senza scrupoli, che ha vissuto lungamente all’estero. «Film di un certo impegno anche se modesto, ma la ritardata uscita ha fatto si che a Roma sia passato quasi inosservato. [...] Su tale sfondo si innesta e si sviluppa una vicenda drammatica di adulterio e di morte, che ha avuto un’efficace interprete nell’americana Marilyn Buferd» (Tani). Con Otello Toso, Charles Rutheford e Checco Durante

mercoledì 27 - ore 17.00

LA VEDOVELLA di Silvio Siano (1964, 89’)
«Susy, una ragazza squillo di Milano, riceve in regalo da un suo vecchio cliente, il Barone Colletta di Sant’Omero, un castello. Arrivata sul posto, viene scambiata per la vedova del defunto signorotto e viene immediatamente circuita dal sindaco, dai componenti della giunta comunale e da altre persone che aspirano tutte ad impadronirsi con pochi soldi della cadente proprietà il cui futuro è garantito dall’espansione industriale del paesetto calabrese. Susy si rende conto della situazione e astutamente ne approfitta» (www.cinematografo.it). Con Margaret Lee, Peppino De Filippo, Alberto Bonucci, Umberto D’Orsi, Giacomo Furia.

ore 19.00

Incontro moderato da Franco Grattarola con Leopoldo Siano, Giuseppe Luciano Cuomo, Pasquale Gerardo Santella, Paolo Speranza

a seguire

LO SGARRO di Silvio Siano (1962, 84’)
«L’affluenza del bestiame al mercato boario di Nola è soggetta a camorristi che ne stabiliscono qualità e prezzo. Paolo osa ribellarsi e sfida Carmelo, uomo di Don Michele, grosso commerciante della zona. Si sta per scatenare una furibonda lotta ma interviene Don Michele il quale, apprezzando il coraggio di Paolo, gli propone di entrare nella sua organizzazione. Questi accetta e viene esecrato da tutti ma, quando un giorno Carmelo deve prelevare il bestiame dalla stalla di suo padre, egli glielo impedisce, percuotendolo. Facendo questo ha commesso lo "sgarro"» (www.cinematografo.it). Con Gérard Blain, Charles Vanel, Saro Urzì, Nino Vingelli, Gordana Miletic, Giacomo Furia. «Il film conserva, rivela [...] una esuberanza, una generosità, un cuore che riescono a dare alla narrazione una sua concitata drammaticità» (Ricciuti). Copia proveniente da Broadmedia - Proiezione a ingresso gratuito

ore 21.30

LA DONNACCIA di Silvio Siano (1964, 120’)
«Mariarosa Apicella è costretta a ritornare nel Meridione con foglio di via obbligatorio. L’avvenimento suscita un vero pandemonio tra gli uomini del paese che prendono a frequentare la ragazza. Intorno a questo fatto, si muovono alcune tipiche figure d’ambiente: Bartolo, il povero contadino truffato con la promessa di un espatrio clandestino, Concetta, la giovane che va sposa. Nel frattempo Mariarosa conosce Oreste e se ne innamora. I due decidono di sposarsi, ma trovano difficoltà nei compaesani che tentano con ogni mezzo di evitare le nozze» (www.cinematografo.it). Con Dominique Boschero, Aldo Bufi Landi, Gianni Dei, Giacomo Furia, Renato Mambor.


(FONTE INFORMAZIONI E PROGRAMMA FONDAZIONE CSC)




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