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24/02/2014, 18:04

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TOTORE-:-il-cortometraggio-"politico"-di-Stefano-Russo


 Esiste a Napoli una realtà cinematografica di autori indipendenti che operano grazie ad una ottima manovalanza fatta da giovani artigiani e appassionati della Settima Arte. C’è un regista napoletano c



Esiste a Napoli una realtà cinematografica di autori indipendenti che operano grazie ad una ottima manovalanza fatta da giovani artigiani e appassionati della Settima Arte. C’è un regista napoletano che ha mosso i primi passi negli anni ’90 con Paolo Sorrentino affidandogli la fotografia di una sua opera, Sventramento, e co-dirigendo con lui un cortometraggio, Un Paradiso: Stefano Russo è uno degli "occhi" cinematografici più interessanti del panorama partenopeo e la capacità tecnica unita ad una scrittura intelligente e socialmente creativa rende i suoi lavori originali e mai banali.


Chi ha avuto la fortuna di vedere Sei quello che mangi e soprattutto il toccante Il soffio della terra si è reso conto della scrupolosità stilistica e narrativa di Stefano Russo che anche in un documentario come Il millimetro nel cervello è riuscito a stupire e affascinare raccontando la storia di un orologiaio, un artigiano d’altri tempi.


l suo ultimo cortometraggio è Totore, scritto con Antonio Moreno : un film politico che parte dalla storia di due fratelli, il campione di pesca sportiva Gaetano e il ragazzone ritardato (o come dice il fratello "nato storto") Totore, per affrontare le problematiche di una comunità di pescatori che, alle prese con una crisi quasi irreversibile, non trova nell’amministrazione locale un supporto utile a proporre soluzioni ma solo autorevoli burattinai da cui farsi sfruttare per promuovere l’immagine del politico di turno a livello mediatico.


L’opera è un atto d’accusa, una fotografia amara di "vite sacrificate ai bisogni di una classe politica sempre più autoreferenziale e incapace di confrontarsi con i problemi reali della gente": nell’affascinante scenario flegreo della zona di Pozzuoli le intense interpretazioni di Fabio De Caro, Pio Stellaccio, Vincenzo Merolla e Gianni Parisi e la lunatica musica dei Kazum completano significativamente il buon lavoro di Stefano Russo fatto di scene simboliche e immagini oniriche, riprese originali come quella dall’interno di un secchio d’acqua in cui si pulisce il pescato e toccanti come i primi piani del volto sofferente di Totore interpretato magnificamente da Fabio De Caro.


Totore può vantare numerosi riconoscimenti (Premio Impegno Civile al CortoBiologicoFilmFest - Premio Messaggio Importante al Corto d’Autore - II classificato al Festival CINECIBO) anche alla sceneggiatura (Menzione Speciale CORTOPOTERE SHORTFILMFESTIVAL  - Menzione Speciale RACCONTI DI CINEMA), e la partecipazione a Festival nazionali ed internazionali in cui è stato giustamente apprezzato.

(guarda il corto e leggi la scheda del film)



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