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11/07/2019, 11:21

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Il-XXI-Napoli-Film-Festival-dal-23-al-30-settembre-2019
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 Oltre 3000 le opere giunte per i concorsi Europa e Mediterraneo, SchermoNapoli e Videoclip Sessions. In anteprima mondiale il film "Dance again with me Heywood!" di Michele Diomà con il Premio Oscar James Ivory




XXI Napoli Film Festival dal 23 al 30settembre 2019 

Oltre 3000 le opere giunte per i concorsiEuropa e Mediterraneo, SchermoNapoli e Videoclip Sessions 

In anteprima mondiale il film "Danceagain with me Heywood!" di Michele Diomà con il Premio Oscar James Ivory 

Omaggio alla cinematografia tedesca a 30anni dalla caduta del Muro e alla Nouvelle Vague del ’59 

Sezione dedicata al cinema spagnolo finoall’1 ottobre


Sono oltre tremila le opere pervenute, tra lungometraggi, cortie documentari, per concorrere alla 21esima edizione delNapoli Film Festival, la rassegna cinematografica diretta da MarioViolini, che si svolgerà dal 23 al 30 settembre2019, organizzata dall’Associazione "NapoliCinema".


Tra queste sarannoselezionati i migliori lavori per partecipare ai tre concorsi dellamanifestazione: "Europa Mediterraneo", la competizioneinternazionale riservata a film d’autore delle cinematografie europee e delMediterraneo che difficilmente sarebbe possibile trovare nei circuitidistributivi commerciali, "SchermoNapoli" la vetrina dedicataai giovani registi, diviso nelle sezioni Doc, Corti e Scuola, e "VideoclipSessions", a cura di Freak Out Magazine, dedicato allaforma audiovisiva breve che unisce musica e immagini. 


Gli organizzatori del festival sono a lavoro per realizzare ilricco programma di incontri con gli ospiti, rassegne e proiezioni e annunciano l’anteprimamondiale di "Dance again with me Heywood!" diMichele Diomà. Tra i protagonisti del film, il leggendarioautoreamericano James Ivory, Premio Oscar per la sceneggiaturadel film di Luca Guadagnino "Call Me by Your Name".


Interamente girato a NewYork, "Dance again with me Heywood!" è una favola cinematografica dedicata altema del pregiudizio:

"Viviamo in un’epoca ricca di conformismo,- dichiara MicheleDiomà - nella quale avere delle idee o provare dei sentimentiimpopolari può spingerci spesso ad una sorta di auto-censura al fine di essereaccettati dai più. In questo film abbiamo provato a riflettere su quanto invecesia importante avere sempre il coraggio di dire come la si pensa e di essere sestessi, ecco perché reputo ’Dance again with me Heywood!’ anche una favoladedicata ai diritti civili".


Oltre a James Ivory che interpreta sestesso nelle vesti di narratore e riflette sul cinema e sul suo futuro, il filmracconta la surreale vicenda accaduta ad Heywood, fioraio, editor e poetaitaliano emigrato a Manhattan, interpretato da Giorgio ArcelliFontana, che incontra una donna invisibile, affetta dalla immaginaria"sindrome della farfalla di luna".


Tra le rassegne previste, il Napoli Film festival proporrà unomaggio alla cinematografia tedesca con la proiezionedi film inediti in occasione dei trent’anni anni dalla caduta del muro diBerlino, e un omaggio alla Nouvelle Vague a sessant’anni dallanascita dell’innovatore movimento cinematografico francese. Una sezione saràdedicata al cinema spagnolo con la proiezionedi opere prime, in programma fino all’1 ottobre.


Giunto alla ventunesima edizione il Napoli Film Festivalconsolida il suo ruolo di evento cinematografico di assoluto prestigiointernazionale, dopo che negli anni vi hanno preso parte premi Oscar come SpykeLee, Cate Blanchett, I fratelli Coen, Ennio Morricone ed altre personalitàpremiate dall’Academy.


02/07/2019, 12:01

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Stefano-Accorsi-sarà-il-padrino-del-Social-World-Film-Festival-2019
Stefano-Accorsi-sarà-il-padrino-del-Social-World-Film-Festival-2019


 L’attore sarà il padrino della nona edizione che si terrà dal 27 luglio al 4 agosto a Vico Equense: conferenza di presentazione al Mibact il 5 luglio con il presidente di giuria Abel Ferrara



(Foto di Chico De Luigi - Courtesy Saverio Ferragina)

Sarà Stefano Accorsi il padrino della nona edizione del Social World Film Festival, Mostra Internazionale del cinema sociale che si svolgerà dal 27 luglio a 4 agosto a Vico Equense


«Una scelta in linea con l’animo del nostro festival - lo ha annunciato all’Italian Pavillion del Festival di Cannes Giuseppe Alessio Nuzzo, direttore generale del Social World Film Festival - un attore che da sempre ha abbracciato il cinema di contenuto, di qualità, quello che fa riflette e perché no educa». 

Ne è un felice esempio l’ultimo film "Il campione", dove interpreta un educatore che porta sulla retta via un giovane talento calcistico.


Il festival 2019 sarà dedicato a Vittorio De Sica con una retrospettiva, incontri e una mostra fotografica per ricordare l’artista che ha girato in Penisola Sorrentina "Pane, amore e..." di Dino Risi al fianco di Sophia Loren. 


«De Sica amava questi luoghi - così Andrea Buonocore, sindaco di Vico Equense - si è sempre dichiarato affascinato da questo litorale. A lui verrà dedicata una sala del Museo del Cinema di Vico Equense». 


Spazio inoltre agli omaggi ai registi Franco Zeffirelli e Bernardo Bertolucci recentemente scomparsi.


Una edizione che segna l’apertura ai nuovi linguaggi e alla tecnologia prestata al cinema con le nuove sezioni competitive dedicata alla realtà virtuale, quella per le opere realizzate in verticale e quelle girate con lo smartphone. Grande attenzione alle opportunità per i giovani con masterclass, incontri, workshop e giurie (per ulteriori info: www.socialfestival.com).


Dopo la conferenza internazionale tenutasi durante il Festival de Cannes, il Social World Film Festival verrà presentato venerdì 5 luglio alle ore 11 presso la Sala Rocca del Ministero dei Beni Culturali Direzione Generale Cinema in piazza Santa Croce in Gerusalemme 9/a a Roma, durante la quale interverranno il regista Abel Ferrara, che sarà presidente di giuria 2019, il Sindaco di Vico Equense Andrea Buonocore, il direttore artistico Giuseppe Alessio Nuzzo, oltre ad esponenti delle istituzioni ed enti partner insieme agli autori in concorso. 


Ultimo appuntamento prima dell’apertura del festival con la conferenza stampa in programma venerdì 19 luglio alle ore 11 presso la Sala De Sanctis della Regione Campania in via Santa Lucia, 81 a Napoli.

01/07/2019, 18:45

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FALCHI-di-Toni-D’Angelo-è-su-Rai-Play
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 Il film di Toni D’Angelo con Fortunato Cerlino, Michele Riondino e Stefania Sandrelli è disponibile in visione gratuita su Rai Play



Su Rai Play è disponibile in visione gratuita FALCHI il 4o film da regista di Toni D’Angelo (il 5o considerando il bel documentario "Filmstudio mon amour"), con Fortunato Cerlino, Michele Riondino, Stefania Sandrelli, Xiaoya Ma, Pippo Delbono, Aniello Arena, Salvatore Striano, Carmine Paternoster, Oscar Di Maio, Gaetano Amato, Massimiliano Rossi, Carlo Caracciolo, Alessandra Cao e la partecipazione di Nino D’Angelo.


La storia si svolge a Napoli. La città delle mille contraddizioni.
Fortunato Cerlino e Michele Riondino sono Peppe e Francesco, due falchi, poliziotti della Sezione Speciale della Squadra Mobile. In sella alla loro moto, portano la legge tra i vicoli più malfamati della città, usando spesso metodi poco convenzionali.


La loro vita, già ricca di tensione, viene sconvolta da una tragedia personale e professionale. In preda allo sconforto e assetati di vendetta, ingaggeranno una lotta senza esclusione di colpi contro una potentissima e spietata organizzazione criminale cinese.



Toni D’Angelo parla del film

Falchi’ vuole essere una storia universale narrata con il pathos dei grandi classici della tragedia greca, a partire dalla quale tutto è stato raccontato ma prendendo forme diverse nel corso dei secoli, subendo una continua evoluzione. Ed è da questo flusso d’emozioni che ho attinto i grandi temi dell’amore, dell’amicizia e del tradimento facendoli confluire nel genere del melodramma. 


Durante la preparazione e sul set poi, mi sono lasciato ispirare visivamente da un filone cinematografico al quale sono particolarmente affezionato: quello di Hong Kong negli anni ’90, con i suoi melò, polizieschi e noir raccontati da grandi registi. E proprio come accadeva con Johnnie To o John Woo, anche in ’Falchi’ non ho cercato una rappresentazione neorealistica della verità, quanto piuttosto una ricostruzione credibile della realtà attraverso la spettacolarità. 


Così facendo, anche la violenza utilizzata attraverso le immagini diventa una metafora ma non un riflesso vivo della vita. 
La location è quella di una città dove affondano le mie radici, culturali e familiari. Ciò nonostante, Napoli è un luogo che può essere tanto rappresentativo quanto generico, universale appunto. Ed è per questo che ho voluto rendere la città un non luogo, evitando di conferire una geografia precisa ma rendere le strade, le piazze e i vicoli come un teatro di posa a cielo aperto, all’interno del quale si fondono e si spaccano le diverse culture che popolano l’ambiente metropolitano.


L’unico elemento riconoscibile all’interno di un contesto di napoletanità, è quello della musica, fedele ad una cultura partenopea fortemente legata al genere del melodramma come poche altre sonorità sono in grado di esserlo in Italia. 


Chi sono i "falchi"?

I Falchi sono una sezione speciale della squadra mobile della Polizia di Stato, preposta alla lotta alla "criminalità diffusa". In borghese e in sella alla moto, contrastano il crimine per i vicoli delle città laddove le volanti non riescono ad arrivare. Tra le tante città d’Italia in cui questo Corpo opera, Napoli è sicuramente quella in cui questi poliziotti in borghese si sono maggiormente distinti. Proprio per questo sono oggi figure leggendarie e, allo stesso tempo, ambigue, visto il loro modo, molto spesso non convenzionale, di contrastare il crimine. 


La Sesta Sezione della Squadra Mobile della polizia è nata nel 1974 quando il questore Pasquale Colombo ottiene il nulla osta per formare una squadra che combattesse il dilagante problema dei furti e scippi in strada.
Colombo sceglie il funzionario anticrimine Romano Argenio, di appena 30 anni,  per guidare la nuova sezione che si oppone alla criminalità di strada. Nella diffusione della delinquenza a Napoli e con la forte presenza nella città della camorra, la squadra si muove in modo agile e invisibile per reprime i crimini nelle strade. 


Dopo il successo registrato a Napoli, la sezione dei Falchi si è diffusa nelle maggiori città d’Italia, tra le altre: Palermo, Bari, Taranto, Roma, Milano e Napoli.
I Falchi sono prima di tutto poliziotti, ma con alcune caratteristiche speciali. I componenti della squadra si muovono per le strade della città in borghese e lo fanno in moto per essere più agili. Devono essere veloci, silenziosi ed efficaci - proprio come falchi - per rispondere alla criminalità che si consuma nelle strade. Ai Falchi è richiesto di essere abili nella guida della moto, sono giovani e decisi, non dei semplici "poliziotti da scrivania". 


Devono essere risoluti e pronti all’azione. Sempre in borghese - e in coppia - non devono attirare l’attenzione. Talvolta utilizzano alcuni segni distintivi, come i soliti occhiali da sole, o della stessa giacca di pelle (anche in estate) per riuscire a riconoscersi tra loro. Il lavoro in borghese e nelle strade porta un contatto più diretto con il crimine. 


I protagonisti del film Falchi - Peppe e Francesco - si trovano faccia a faccia con la delinquenza napoletana e questo provoca un contraccolpo nelle loro vite private. Si muovono tra le maglie della legge per riuscire a portare allo scoperto alcuni criminali, arrivando a parlare anche stessa la lingua del crimine. 


Francesco soffre ormai di attacchi di panico, negando il problema, e cura i suoi disturbi con l’abuso di psicofarmaci e droghe. Peppe vive una vita solitaria sulla costa napoletana, e quando è fuori servizio si dedica all’addestramento di cani da combattimento.



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