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“Due famiglie, un funerale”: dal 13 novembre al cinema, una commedia da “morire” dal ridere

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Un impresario funebre romano, un maldestro becchino, due famiglie e un’imprevista diagnosi che cambierà le vite di tutti. Tra i protagonisti, Maurizio Mattioli ed Enzo Salvi

Due famiglie, un funerale è la nuova esilarante commedia che da giovedì 13 novembre sbarcherà nelle sale cinematografiche italiane.

Un film che mescola il caos della vita familiare con il dramma di una malattia, regalando risate inaspettate e riflessioni sull’amore, sui legami e sulle beffe del destino.

La trama

Peppino gestisce un’agenzia funebre. Di origini romane, ha ereditato l’attività dal padre e si è ambientato alla grande nel nuovo paese. Forse anche troppo bene, visto che si è fatto… due famiglie! Da un lato c’è Lidia, la moglie di origine meridionale, con cui ha due figli maschi, Luigi e Michele. Dall’altro c’è Helena, l’amante spagnola, con cui ha una figlia biologica, Anna, e una figliastra, Luna, avuta da Helena con il suo ex marito. Insomma, non gli manca il da fare.

La sua vita è frenetica: oltre a gestire l’agenzia funebre, si è improvvisato rappresentante di creme beauty, giusto per confondere le acque tra le due donne e poter trascorrere del tempo con entrambe. In questa missione impossibile, lo aiuta Spartaco, il suo fedele collaboratore, un tipo maldestro, ma di cuore.

Dopo qualche funerale organizzato alla garibaldina, con risultati comici e disastrosi, Peppino riceve una brutta notizia dal dottore: ha un tumore alla prostata e poche settimane di vita. Come se non bastasse, scopre che Luigi e Luna, ignari di essere fratellastri, si sono conosciuti online e si sono innamorati. Per Peppino è come morire due volte. Ma invece di curarsi, decide di dedicare il tempo che gli resta alle sue famiglie e confessa tutto.

Ovviamente le donne non la prendono bene, ma, convinte dai figli, accettano di esaudire il suo ultimo desiderio: convivere tutti insieme sotto lo stesso tetto. La convivenza è un caos, ma piano piano tra le donne e i figli si sviluppa una certa simpatia. Peppino, però, ha fatto così tanti casini nella vita che adesso si trova pure sommerso dai debiti. I ragazzi, allora, si rimboccano le maniche, risollevano l’agenzia con idee brillanti e mettono tutto in ordine. Peppino, quasi felice di dover morire, si prepara alla fine: le famiglie sono unite, i debiti saldati, tutto è al proprio posto. Ma ecco il colpo di scena: il medico gli comunica che c’è stato uno scambio di cartelle! Peppino è sano come un pesce e non deve più morire.

L’uomo non tira un sospiro di sollievo, anzi, entra in crisi. Tutto lo sforzo per riunire le famiglie potrebbe andare in fumo. Convoca tutti in pizzeria per annunciare la notizia, ma né lui, né le mogli si presentano. Qualcosa è andato storto. Stacco: vediamo un funerale. È quello di Peppino. Ma come è morto? Lo racconta lui stesso dalla bara. È stato investito, per sbaglio, dalle sue donne, andate in ospedale per capire cosa stesse accadendo.

Ma Peppino ama troppo quel casino che ha creato per andarsene così. Blocca il tempo poco prima dell’impatto, esce dalla bara e annuncia che il film è finito. O almeno sembra, finché dalla porta della chiesa non appare un’altra donna con una bambina che grida: «Papà, papà!»

Una commedia che mescola con leggerezza il destino, l’amore e la morte, invitando a riflettere sulla famiglia e sui legami che ci uniscono. Un film che non si prende mai troppo sul serio, ma che ci mostra come, anche nel caos, la vita possa sorprenderci e portare a momenti di felicità inaspettati.

“Due famiglie, un funerale” è una commedia diretta da Mark Melville, con una durata di 90 minuti e prodotta da Marvaso Production Films, in collaborazione con Taffo Funeral Services e la Scuola di Recitazione della Calabria. Il film vede protagonisti Maurizio Mattioli nei panni di Peppino, Enzo Salvi nel ruolo del maldestro collaboratore Spartaco, Isabelle Adriani come Helena e Anita Kravos nel ruolo di Lidia.

Tra gli altri attori ci sono Giorgia Fiori (Luna), Giuseppe Marvaso (Luigi), Arianna Aloi (Anna), Francesco Migliorati (Michele), Fioretta Mari (Olimpia), Andrea Roncato (Dottore), Angela Valensise (suocera), Raffaella Fico (Lucrezia), Alessandro Taffo e Daniele Taffo (se stessi).

Cast e personaggi

I protagonisti del film sono Maurizio Mattioli ed Enzo Salvi, una coppia comica romana con una lunga esperienza e una grande intesa sullo schermo. Il mio obiettivo è valorizzare al massimo la loro energia, il ritmo e il tempismo comico, offrendo al pubblico ciò che ama di loro, ma anche mostrando nuove sfumature dei loro personaggi. Spartaco (Salvi), dipendente di Peppino (Mattioli) nell’impresa di pompe funebri, rappresenta in un certo senso la coscienza del suo capo. Peppino è un uomo dal grande cuore, ma spesso si lascia trascinare dai propri impulsi, motivo per cui si trova diviso tra due mogli e due famiglie.

Spartaco lo riporta alla realtà e lo spinge ad affrontare le conseguenze delle proprie azioni. Questo legame sarà messo in evidenza con momenti di umanità e comicità autentica. Essendo un film corale, ogni personaggio dovrà distinguersi per trame e comportamenti unici, evitando stereotipi e mantenendo coerenza nel tono generale. L’obiettivo è creare un gruppo di figure riconoscibili, vive e coerenti con il mondo narrativo del film.

Stile e costruzione del mondo (World Building)

Il film ruota attorno alla figura di Peppino, uomo che conduce una doppia vita, diviso tra due famiglie ignare l’una dell’altra, e che gestisce un’impresa di pompe funebri. L’arrivo della notizia che gli resta poco da vivere diventa il motore di una serie di eventi tragicomici, in cui tutto ciò che può accadere… accade.

Da questi elementi nasce un mondo surreale e grottesco, dove la comicità si intreccia con l’assurdo e con l’ironia sulla morte. Voglio creare un ambiente fortemente caratterizzato e riconoscibile:

• l’ufficio delle pompe funebri sarà stilizzato e ricco di dettagli simbolici;

• le case dei protagonisti rifletteranno le loro personalità e i loro contrasti;

• i costumi aiuteranno a definire visivamente ciascun personaggio.

Le location e l’illuminazione contribuiranno a dare coerenza e identità visiva all’universo del film. Il mondo di Peppino non deve per forza essere realistico: deve essere vero nel suo linguaggio comico e coerente con il tono della storia.

Stile di ripresa

Lo stile visivo sarà dinamico e coinvolgente. Con Mattioli e Salvi, preferirò girare in due campi lunghi (2-shots) per valorizzare la loro chimica e lasciare spazio all’improvvisazione. La comicità deve nascere dal ritmo e dall’interazione, non dal montaggio.

Le scene più movimentate permetteranno invece di sperimentare con la macchina da presa e il montaggio, mantenendo un ritmo visivo vivace. Sono previsti alcuni effe5 visivi (VFX) e sequenze più dinamiche che verranno pianificate attraverso storyboard e liste di inquadrature dettagliate, in stretta collaborazione con produzione e montatore.

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