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TOTORE
di Stefano Russo

La comunità di pescatori di un paese dei Campi Flegrei vive una crisi legata alla scarsità del pescato. Nonostante ciò la politica del plenipotenziario locale, l’assessore Gregoroni, tende soltanto a promuovere l’immagine dell’amministrazione. In tale sfondo s’intreccia la vicenda di Gaetano e di suo fratello Totore, un ragazzone ritardato, i quali, da sempre inseparabili, si scontreranno a causa di una messinscena celebrativa che coinvolge i pescatori.   La vita trasfigura in spettacolo, sacrificata ai bisogni di una classe politica sempre più autoreferenziale e incapace di confrontarsi con i problemi reali della gente. 

Totore è un film politico. In un paese come l’Italia in cui la politica, a volte più della religione, è diventata un tabù dal quale stare lontani per evitare di pestare i piedi ai potenti, Totore ambisce a svelare i meccanismi di rappresentazione del potere.  

Il film mescola diversi stili linguistici, a volte anche in contrapposizione, con l’intento di raccontare sia il mondo interiore di Totore che la realtà intorno a lui: la fotografia, molto contrastata, che si ammorbidisce nelle visioni oniriche dai colori meno saturi; il contrasto tra i primi piani e campi lunghi; i movimenti di macchina fluidi alternati con sequenze girate a spalla; il montaggio sincopato alternato a sospensioni narrative, i rumori assordanti al silenzio.
 

Per evitare che il personaggio di Totore scadesse nel patetismo, o all’opposto nel ridicolo, è stato fondamentale il lavoro di sottrazione effettuato con Fabio De Caro. A partire da un limitatissimo uso del dialogo abbiamo scavato in profondità alla ricerca dell’essenza del personaggio, evitando segni forti che caratterizzassero il suo ritardo mentale, ma aspirando a restituire una visione del mondo simile a quella di un bambino, curiosa e pronta ad emozionarsi.


(dal sito www.whiterussianfilm.com)

 
TOTORE locandina
SCHEDA TECNICA

cortometraggio, Italia 2011

regia: Stefano Russo

soggetto: Antonio Moreno

sceneggiatura: Antonio Moreno, Stefano Russo


direttore della fotografia: Rocco Marra

montaggio: Davide Franco


musiche originali: KAZUM


scenografia: Peppe Cerillo


costumi: Anna Facchino


montaggio del suono: Carlo Licenziato


suono in presa diretta: Dario Todero


aiuto regia: Ilaria De Martinis


organizzazione: Valentina Longobardi


edizione: Enzo Dedalo

trucco: Mary Samele

casting: Marita D’Elia


progetto grafico: Ilaria Abbiento


traduzioni: Fabrizio Quagliuso 


cast: Fabio De Caro, Pio Stellaccio, Marita D'Elia, Vincenzo Merolla
IL CORTO INTEGRALE:
recensione a cura di Paco De Renzis
Il cortometraggio "politico" di Stefano Russo


Esiste a Napoli una realtà cinematografica diautori indipendenti che operano grazie ad una ottima manovalanza fatta dagiovani artigiani e appassionati della Settima Arte. C’è un regista napoletanoche ha mosso i primi passi negli anni ’90 con Paolo Sorrentino affidandogli lafotografia di una sua opera, Sventramento, e co-dirigendo con luiun cortometraggio, Un Paradiso: Stefano Russo è uno degli “occhi”cinematografici più interessanti del panorama partenopeo e la capacità tecnicaunita ad una scrittura intelligente e socialmente creativa rende i suoi lavorioriginali e mai banali.

Chi ha avuto la fortuna di vedere Sei quello chemangi e soprattutto il toccante Il soffio della terra siè reso conto della scrupolosità stilistica e narrativa di Stefano Russo cheanche in un documentario come Il millimetro nel cervello èriuscito a stupire e affascinare raccontando la storia di un orologiaio, unartigiano d’altri tempi.

Il suo ultimo cortometraggio è Totore, scrittocon Antonio Moreno : un film politico che parte dalla storia di due fratelli,il campione di pesca sportiva Gaetano e il ragazzone ritardato (o come dice ilfratello “nato storto”) Totore, per affrontare le problematiche di una comunitàdi pescatori che, alle prese con una crisi quasi irreversibile, non trova nell’amministrazione locale un supporto utile a proporre soluzioni ma soloautorevoli burattinai da cui farsi sfruttare per promuovere l’immagine delpolitico di turno a livello mediatico.


L’opera è un atto d’accusa, una fotografia amara di“vite sacrificate ai bisogni di una classe politica sempre più autoreferenzialee incapace di confrontarsi con i problemi reali della gente”: nell’affascinantescenario flegreo della zona di Pozzuoli le intense interpretazioni di Fabio DeCaro, Pio Stellaccio, Vincenzo Merolla e Gianni Parisi e la lunatica musica deiKazum completano significativamente il buon lavoro di Stefano Russo fatto discene simboliche e immagini oniriche, riprese originali come quelladall’interno di un secchio d’acqua in cui si pulisce il pescato e toccanti comei primi piani del volto sofferente di Totore interpretato magnificamente daFabio De Caro.


Totore puòvantare numerosi riconoscimenti (Premio Impegno Civile alCortoBiologicoFilmFest – Premio Messaggio Importante al Corto d’Autore – IIclassificato al Festival CINECIBO) anche alla sceneggiatura (Menzione Speciale CORTOPOTERE SHORTFILMFESTIVAL  - Menzione Speciale RACCONTI DI CINEMA), e la partecipazione a Festival nazionali edinternazionali in cui è stato giustamente apprezzato.
(articolo pubblicato da Il Mediterraneo)
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