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SOPHIA
SAASA
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Sophia Loren,nome d'arte di Sofia Villani Scicolone (Roma, 20 settembre1934), è un'attrice e cantanteitaliana.È riconosciuta universalmente come una delle più celebri attrici della storiadel cinema mondiale.
Nel 1999,l'American Film Institute la posiziona al 21ºposto nella lista delle 25 più grandi star femminili di tutti itempi.
Entra a far parte della settima artegiovanissima e si impone ben presto, agli inizi degli anni cinquanta,come sex symbolgrazie al corpo da maggiorata. Da Vittorio De Sicasarà diretta in film come La ciociara, che le valse l'Oscar alla migliore attrice, Ieri, oggi, domani, e Matrimonio all'italiana, per il qualericeverà una seconda nomination all'Oscar.
Durante la sua lunga carriera, havinto due Oscar, un Golden Globe, un Leone d'oro,la Coppa Volpi,una Palma d'oroa Cannes, un BAFTA,sei David di Donatello e due Nastri d'argento.
Sofia Villani Scicolone crebbe a Pozzuoli,figlia della napoletana Romilda Villani, una modesta insegnante di pianoforte,e di Riccardo Scicolone, affarista nel settore immobiliare.
La madre avevavinto nel 1932 unconcorso per andare ad Hollywood come sosia di Greta Garbo,ma rimase incinta e rinunciò. Il padre (figlio del marcheseagrigentinoScicolone Murillo) riconobbe la paternità della bambina, che chiamò col nome disua madre, Sofia, di origine veneta; tuttavia, rifiutò sempre di sposareRomilda, che si trovò ben presto in gravi ristrettezze economiche[2].Perciò la madre portò la piccola Sofia da Roma a Pozzuoli,in provincia di Napoli, presso la sua famiglia.
Qui Sofia trascorse l'infanzia e i primi anni dell'adolescenza, durante laguerra, in condizioni economiche precarie. Napoli e la cultura napoletanasaranno presenti costantemente nella vita e nella carriera della Loren, che inmolti film recita in napoletano. A 15 anni tornò a Roma in cerca disuccesso, accompagnata dalla madre, e partecipò a vari concorsi di bellezza,fra cui Miss Italiadel 1950(che la premiò come Miss Eleganza, un titolo creato apposta per lei).
Inoltre, posò per fotoromanzie partecipò a diverse pellicole cinematografiche come comparsa o in ruolimarginali, che a poco a poco le portarono visibilità, essendo centrati sullesue qualità estetiche. In un solo anno furono una quindicina i film neiquali fu scritturata.
Affiancò anche Corrado,allora divo della radio, nella conduzione di Rosso e nero. Ma lasvolta arrivò quando, sempre nel 1951,incontrò il produttore Carlo Ponti: lui la notò a un concorso di bellezza, dove leiera ospite, e il giorno dopo la ricevette nel suo studio per un colloquio. Carlo Pontirimase subito colpito dalle sue potenzialità e le offrì un contratto di setteanni, trampolino di lancio del suo successo. Iniziò da quest'epoca a usare nomid'arte: per un po' si fece chiamare Sofia Lazzaro, poi, Sophia Loren, così dapresentarsi in modo più "internazionale": fu il produttore Goffredo Lombardoa darle il cognome Loren "ispirandosi" a quello dell'attrice svedese Märta Torén(allora le attrici svedesi erano molto in voga).

È da questo momento che la sua carriera prende ilvolo. Uno dei primissimi ruoli importanti col nome di Sophia Loren fu a fiancodi Alberto Sordiinterpretando una splendida Cleopatra e quello di una sua sosia in Due notti con Cleopatra di Mario Mattòlinel 1953. L'annoseguente girerà altri film in ruoli secondari come Carosello napoletano di Ettore Giannini, Un giorno in pretura nell'episodio DonMichele, Anna e il biliardo con Walter Chiaridi Steno,oppure Tempi nostri con Totò diAlessandro Blasetti; ma il 1954 sarà anchel'anno decisivo per una svolta nella sua carriera interpretando ruoli daprotagonista in celebri commedie.
Importante fra tutti fu il ruolo dellapizzaiola Sofia in L'oro di Napoli, che Vittorio De Sica levolle affidare soltanto poco dopo averla conosciuta e dopo un breve colloquio.Dello stesso anno è Peccato che sia una canaglia diAlessandro Blasetti (tratto da un racconto di Alberto Moravia),dove incontra per la prima volta il suo partner per eccellenza MarcelloMastroianni.
Qui interpreta una giovane ladra che cercherà con la suaesuberante bellezza di incastrare l'onesto tassista Paolo, che si difenderà contutti i mezzi sia dalla giovane Lina e sia dal padre di lei, il professorStroppiani interpretato da Vittorio De Sica.
Nel 1955i tre attori saranno protagonisti in La bella mugnaia,una simpatica commedia di Mario Camerini ambientata durante l'occupazionespagnola nel sud d'Italia. Dello stesso anno è Il segno di Venere diretto dal maestro Dino Risi,dove veste i panni di Agnese, che a causa della sua bellezza mette in ombra lacugina Cesira di minuto aspetto, interpretata da Franca Valeri.Nel cast figurano Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Raf Vallonee Tina Pica.Sophia Loren con Vittorio De Sicanel film Pane, amore e... (1955)
Con Vittorio De Sica, Tina Pica e ancora direttida Dino Risi, sempre nel 1955, Sophia Loren sarà protagonista in Pane, amore e...,dove cercherà con ogni mezzo possibile di sedurre il Maresciallo Carotenutoaffinché le conceda una proroga per rimanere nella sua casa. Il film ambientatoa Sorrento e seguito di Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia (interpretati da Gina Lollobrigidada sempre indicata come la sua storica rivale cinematografica), rimane celebreper il sensuale mambo ballato da Sophia Loren per Vittorio DeSica.
 
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Il suo primo importante ruolo drammatico arriva per un film diretto da Mario Soldati e scritto tra gli altri da Pier Paolo Pasolini e Giorgio Bassani: La donna del fiume. 
La Loren dà prova di una forte capacità interpretativa. Con La fortuna di essere donna (1956) di Alessandro Blasetti ritorna in coppia con Marcello Mastroianni in una divertente commedia degli anni cinquanta. La celebre copertina su Life del 1955 segna l'inizio della sua carriera internazionale, grazie alla sua prorompente bellezza, che non ha mai rischiato di offuscarne l'aspetto artistico, e l'indubbia bravura come attrice sia leggera che drammatica.
 A partire dal 1956 recita anche in inglese in produzioni statunitensi di rilievo, affiancata dalle più grandi star di Hollywood. 
"Approdando in America, trova davanti gli anni d'oro del cinema hollywoodiano con attrici del calibro di: Marilyn Monroe, Elizabeth Taylor, Audrey Hepburn, Ingrid Bergman, Shirley Temple e tante altre".
 È questo il periodo di film come Il ragazzo sul delfino, diretto da Jean Negulesco e prodotto dalla 20th Century Fox, in cui la Loren muove i suoi primi passi nella musica cantando un brano musicale; Orgoglio e passione a fianco di Frank Sinatra e Cary Grant, con il quale, lei stessa afferma, ebbe un breve flirt. 
Oppure Timbuctù con John Wayne, La chiave con William Holden, il western Il diavolo in calzoncini rosa con Anthony Quinn, Un marito per Cinzia ancora con Cary Grant. Un autentico successo americano è anche Orchidea nera, del 1958 per la regia di Martin Ritt, uno dei suoi miglior film americani, che ottiene molte acclamazioni anche in Italia, facendo vincere a Sophia il suo primo David di Donatello e la Coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia di quell'anno.
 Viene diretta da Delbert Mann nel drammatico Desiderio sotto gli olmi. 
Qui la Loren interpreta il ruolo dell'italiana Anna Cabot con affianco Anthony Perkins, il celebre serial killer di Psyco di Alfred Hitchcock.
 Grazie a questi film e a tanti altri, Sophia Loren riuscì a imporsi e farsi amare dal pubblico statunitense e di tutto il mondo, competendo con le grandi star femminili dell'epoca di Hollywood. 

Divisa tra Italia e Hollywood, interpreta innumerevoli film di successo con le più grandi star mondiali, diretta da registi quali Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Ettore Scola, Dino Risi, Mario Camerini, Charlie Chaplin, Sidney Lumet, George Cukor, Michael Curtiz, Anthony Mann e André Cayatte. In particolare con De Sica, con il quale gira otto film, forma un ideale sodalizio, spesso completato dalla presenza di Marcello Mastroianni.
 Nel tempo va sempre più affermandosi come una vera icona del cinema italiano nel mondo; la definitiva consacrazione come attrice arriva con l'interpretazione del suo film-simbolo, La ciociara, diretto da Vittorio De Sica e prodotto dal marito Carlo Ponti. 
La parte di Cesira era stata offerta, in un primo momento, ad Anna Magnani, mentre la Loren avrebbe dovuto interpretare la figlia Rosetta, e la regia del film inizialmente era stata assegnata a George Cukor.
 Ambientato negli anni della seconda guerra mondiale, il film è tratto dall'omonimo romanzo di Alberto Moravia. All'epoca Sophia Loren aveva solo 26 anni quando inaspettatamente Vittorio De Sica le propose il ruolo di Cesira. 
Un personaggio semplice e popolano, ma costituito da una grande venatura drammatica che riuscì a far emergere con straordinaria disinvoltura e naturalezza. Molteplici sono le scene emblematiche del film dove la Loren dimostra il suo straordinario istinto recitativo, come la scena dello stupro dentro una chiesa abbandonata, il momento del risveglio con l'abbraccio tragico di calore materno verso la figlia Rosetta pregante e uno sguardo intenso e commovente, oppure la scena simbolo in cui Cesira sfoga la propria rabbia per la violenza subita, cadendo a terra in un pianto straziante quanto liberatorio.
Questa interpretazione vale alla Loren il Premio Oscar, la Palma d'oro a Cannes, il BAFTA, il David di Donatello e il Nastro d'argento. 
Nell'aprile dello stesso anno il TIME le dedica una copertina con una illustrazione di René Bouché[3]. Dopo il successo della Ciociara Sophia vola in Spagna per girare il colossal El Cid, dove interpreta la bella Jimena, promessa sposa al leggendario condottiero El Cid Campeador interpretato da Charlton Heston; nel cast figura anche Raf Vallone. Del seguente anno è l'indimenticabile ruolo di una procace Zoe, nell'episodio La riffa, diretta da Vittorio De Sica, in Boccaccio '70. Successivamente girerà per lo stesso De Sica altri ruoli di inconfondibile bellezza e solarità. Negli anni immediatamente successivi reciterà con Peter Sellers in La miliardaria, con Clark Gable in La baia di Napoli, con Paul Newman in Lady L e con Marlon Brando e Charlie Chaplin ne La contessa di Hong Kong.
 Nel 1961 invece, veste i panni di Madame Sans-Gêne, film diretto da Christian-Jaque è ispirato ad una commedia storica a tre atti scritta nel 1893 dai francesi Victorien Sardou un famoso drammaturgo, e da Émile Moreau un commediografo e sceneggiatore.Del 1963 è Ieri, oggi, domani, in cui interpreta tre ruoli divenuti celebri: Adelina, una giovane napoletana venditrice di sigarette di contrabbando che per sfuggire al carcere cerca di rimanere incinta più volte possibile; il secondo episodio è Anna, una signora milanese insoddisfatta della propria vita, cerca una consolazione in un amore extra-coniugale; il terzo episodio, probabilmente il più celebre è Mara, una prostituta romana che all'inizio cerca di sedurre un seminarista, ma poi comprende che dovrà aiutarlo nel suo cammino spirituale. Rimane nell'immaginario di tutti lo spogliarello che ci regala di fronte a un sognante Marcello Mastroianni. 
Per questi ruoli riceverà il David di Donatello come migliore attrice protagonista, mentre il film ottiene numerosi premi, tra cui il Premio Oscar come miglior film straniero nel 1965.
 Del 1964 è invece, Matrimonio all'italiana, tratto dalla commedia Filumena Marturano di Eduardo De Filippo. Vittorio De Sica le assegna un altro celebre personaggio, quello della prostituta Filumena, complesso e battagliero. Una donna che cerca di rifarsi una vita credendo all'amore di Domenico Soriano (interpretato da Marcello Mastroianni), e poi con ogni mezzo trova il modo per garantire un futuro ai suoi tre figli, che ha nascosto per tutta la vita, sposando don Dummì. Un'eccellente interpretazione con celebri monologhi dove si evidenzia, soprattutto, l'istinto dell'essere madre e l'amore per i figli sopra ogni cosa. Per questo ruolo riceve una nomination all'Oscar. 
L'ultimo film, che vede protagonista la celebre coppia diretta da Vittorio De Sica è I girasoli. Un'appassionata storia d'amore tra Giovanna e Antonio, che li vede felici e innamorati nella prima parte fino a quando la guerra li dividerà per sempre. Un altro ruolo intenso e drammatico in cui, questa volta, presta la sua energia nel ritrovare suo marito fino in Russia, dove è dato per disperso. 
Nel 1970 riceve un altro David di Donatello come miglior attrice protagonista.
 Nessun'attrice italiana ha mai raggiunto una così solida e duratura popolarità internazionale. Al successo professionale si aggiunge la gioia della maternità quando, dopo due tentativi sfortunati, nascono due figli: Carlo Jr. nel 1968 ed Edoardo nel 1973. Nel 1971 è protagonista della commedia La mortadella di Mario Monicelli con Gigi Proietti e Danny DeVito (suo primo ruolo cinematografico). 
Dello stesso anno è il film La moglie del prete, diretta da un altro grande regista della commedia all'italiana Dino Risi, ancora una volta in coppia con Marcello Mastroianni. Nel 1972 veste i panni di una suora nella commedia di Alberto Lattuada Bianco, rosso e..., a fianco di Adriano Celentano.
 Nel 1974 torna sul grande schermo con un ruolo drammatico e intenso, diretta per l'ultima volta dal grande regista che la rese celebre Vittorio De Sica, in Il viaggio. Il film è tratto da una novella di Luigi Pirandello e come partner maschile è presente Richard Burton. Per questa interpretazione si aggiudica il suo quinto David di Donatello. 
Del 1977 è il film Una giornata particolare del maestro Ettore Scola, in coppia con Marcello Mastroianni. Interpreta Antonietta, una madre di sei figli che trascorre la propria esistenza chiusa in casa, anche nel giorno particolare (il 3 maggio 1938, in cui Adolf Hitler visita la capitale italiana). Un personaggio fragile e sottile che attraverso sguardi carichi di passione verso il suo inquilino Gabriele, e profondi silenzi, Sophia Loren fa emergere la disperazione di questa donna celata dietro conformismi nell'epoca del fascismo, tratteggiando, così, uno dei più riusciti personaggi della sua carriera, in uno dei più bei film del cinema italiano. Vince il sesto David di Donatello, nella ventiduesima edizione del premio. 
Il 15 aprile del 1978, un'inchiesta della Guardia di Finanza coinvolse l'attrice e il marito Carlo Ponti: furono accusati di aver portato all'estero 10 miliardi di lire, con il paravento di film in coproduzione. Nel 1982, a seguito di vecchi problemi con il fisco italiano, viene persino incarcerata con l'accusa di frode fiscale restando per 17 giorni nel penitenziario di Caserta. 
Nel 2013, la Corte di Cassazione ha escluso qualsiasi responsabilità della Loren, rilevando come la frode sia da attribuire al suo commercialista.[4]
 Per il resto gli anni ottanta si segnalano quasi esclusivamente per partecipazioni a produzioni televisive: Sophia: Her Own Story tv-movie autobiografico per la televisione americana tratto dal suo omonimo libro, Madre coraggio (1986), Mamma Lucia e il remake de La ciociara (1988), di Dino Risi: l'unica deludente eccezione è il film Qualcosa di biondo (1984) in cui recita accanto al figlio Edoardo. Nel 1991 riceve il Premio Oscar alla carriera[5]. A consegnare la statuina all'attrice è Gregory Peck, che a sua volta aveva ricevuto l'ambito premio dalla Loren nel 1963. 
Il 29 marzo del 1993 insieme al suo partner per eccellenza Marcello Mastroianni annuncia l'Oscar alla carriera a Federico Fellini.  Nel 1994 Robert Altman l'ha voluta in Prêt à porter: trent'anni dopo replica, con arguta ironia, lo spogliarello per Marcello Mastroianni di Ieri, oggi e domani. Per l'interpretazione fu candidata a un Golden Globe. L'anno successivo è stata la partner di Jack Lemmon e Walter Matthau in That's Amore - Due improbabili seduttori, mentre nel 1997 ha interpretato la mamma di un ragazzo ebreo che vuol diventare comunista in Soleil di Roger Hanin. 
Nel 1999 è Sofia Loren a consegnare l'Oscar al miglior film straniero a Roberto Benigni. Verso la fine del 2001, viene scelta come testimonial per la campagna pubblicitaria "L'ultima buona azione della Lira". Nel 2002 è stata la protagonista di Cuori estranei, diretta dal figlio Edoardo Ponti, e nel 2004 di Peperoni ripieni e pesci in faccia di Lina Wertmuller: ma i maggiori successi li riscontrerà con le fiction Francesca e Nunziata (2001), sempre della Wertmüller, recitando accanto a Claudia Gerini e Raul Bova e La terra del ritorno (2004), in coppia con Sabrina Ferilli. Ha preso parte nello spot pubblicitario della TIM, insieme a Christian De Sica e all'ex velina Elisabetta Canalis, dove interpretava una suora. 
Nel 2006 ha posato per il Calendario Pirelli 2007. Nel febbraio 2007 esce il film Saturno contro di Ferzan Ozpetek, la cui colonna sonora contiene la traccia Zoo be zoo be zoo interpretata da Sophia. Il 22 febbraio 2009, durante la notte degli Oscar, ha premiato, insieme ad altre attrici, la vincitrice della statuetta nella categoria di miglior attrice protagonista, Kate Winslet. Infine, sempre nel 2009, dopo diversi anni di assenza dalla cinematografia, è chiamata da Rob Marshall per interpretare la madre del protagonista in Nine, omaggio musical a 8½ di Fellini. 
Nel 2010 torna in TV ed è la protagonista della miniserie La mia casa è piena di specchi, ispirata al romanzo autobiografico della sorella Maria Scicolone. Sophia, in un'operazione unica nel suo genere, interpreta sua madre Romilda. Risiede attualmente a Ginevra[6]. Nel 2011 per la prima volta nella sua carriera doppia il film d'animazione Disney-Pixar Cars 2, dove ha il ruolo di Zia Topolino. Il 4 maggio 2011 l'Academy di Los Angeles ha voluto celebrare la carriera dell'attrice italiana con una serata a lei interamente dedicata. Personaggi come Billy Crystal, John Travolta, Christina Ricci, Joe Camp, Eva Mendes hanno partecipato alla serata per ripercorrere insieme a lei la sua lunga carriera con documenti tratti dai suoi film al Samuel Goldwyn Theater di Beverly Hills. 
Tra i riconoscimenti ricevuti figurano la Coppa Volpi, vinta nel 1958 per Orchidea nera di Martin Ritt, il premio per la migliore interpretazione al Festival di Cannes nel 1960 per La ciociara, il BAFTA quale attrice internazionale dell'anno e il già citato Oscar nel 1962 per La ciociara.
 Nel 1991, in Francia, è stata insignita della Legion d'Onore; lo stesso anno le è stato assegnato l'Oscar alla carriera. Nel 1994 ha ottenuto anche l'Orso d'oro alla carriera al festival di Berlino. Nel 1997 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro l'ha insignita del titolo di Cavaliere della Repubblica. 
Nel 1998 ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia e il Globo d'oro alla carriera che le viene assegnato dalla stampa estera in Italia. La star internazionale però era assente a causa di problemi di salute e a ritirare il premio al Lido c'erano il marito Carlo Ponti e i suoi due figli.
 Il 10 febbraio 2006 ha partecipato alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 portando, per la prima volta nella storia, insieme ad altre 7 celebri donne, la bandiera olimpica. Il 20 ottobre 2007 riceve il Premio Campidoglio a Roma. 
Il 21 maggio 2009 entra nel Guinness dei Primati come l'attrice italiana più premiata al mondo.

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