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NOTTETEMPO
di Francesco Prisco
Esordio alla regia per il Cinema del napoletano Francesco Prisco, classe 1976, NOTTETEMPO è un noir molto psicologico con frammenti da road movie. Trama intrigante e misteriosa.
Unincidente. Un autobus va fuori strada e si rovescia. Questo è l’inizio di unastoria che unirà le vite di tre persone. 
Assia è l’unica sopravvissuta, unaragazza sempre alla ricerca del vero amore. Enrico, un cabarettista che nonriesce più a far ridere, ha perso qualcosa in quella notte piena di stranecoincidenze, è per questo che ha una pistola. 
Matteo, un poliziotto e ungiocatore di rugby, è il primo ad arrivare sul luogo dell’incidente.
Poco primadell’esplosione del bus, un dejà-vu misterioso provoca in lui ildesiderio di trasferirsi altrove e di ricominciare da capo la sua vita.
 La sua decisione cambierà persempre il suo destino e quello di coloro che lo seguono in una folle corsacontro il tempo…
 
Nottetempo
SCHEDA TECNICA

drammatico, Italia 2014

regia: Francesco Prisco

sceneggiatura: Annamaria Morelli, Francesco Prisco, Gualtiero Rosella

fotografia:  Francesco Di Giacomo

montaggio:  Lorenzo Peluso

scenografia: Carmine Guarino

costumi: Loredana Buscemi

suono:  Daniele Maraniello

musica: Valerio Camporini Maggioni

produzione: Annamaria Morelli, Amedeo Bacigalupo, Alessandro Cannavale, in collaborazione con A.MI.CA. production

distribuzione: Videa

cast: Giorgio Pasotti, Gianfelice Imperato, Nina Torresi, Antonio Milo, Esther Elisha, Samuel Colungi, Valeria Milillo 
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NOTA DI PRODUZIONE:

Questo film nasce dal desiderio didare la possibilità ad un giovane regista in cui crediamo di esordire con ilsuo primo lungometraggio. 
Considerato che non si trattava nédi un autore affermato né di una commedia, e consapevoli delle difficoltà cheavremmo trovato nel reperire i fondi attraverso i canali canonici, abbiamodeciso fin dal primo momento di muoverci in modo alternativo ed autonomo.
Abbiamo incontrato due realtà aziendali, A.Mi.Ca. Production e Optima Italia,gestite da imprenditori illuminati e appassionati di cinema, che hannocondiviso con noi fin da subito l’entusiasmo a intraprendere il lungo viaggioche ci ha portati fin qui.
 
Questo viaggio, non solometaforico, si ritrova nella storia raccontata nel film che parte dal Sud eattraversa l’Italia per arrivare a Bolzano. Non è stato facile, dati i solitilimiti di budget, uscire dalle “due camere e cucina” e gestire la complessitàdelle molte location di un film che è anche un road movie. Ma è stato anchemolto divertente.
Tutti i membri della troupe hanno partecipato allarealizzazione del film con lo spirito avventuroso di una carovana in viaggio.Per questo i nostri ringraziamenti più calorosi vanno a loro.
 
Mentre si girava una scena delfilm, a bordo di un camera car che procedeva lento sulla tangenziale di Napoli,abbiamo saputo con piacere che, oltre all’ indispensabile contributo dellaBusiness Location Sud Tirol Alto Adige, avevamo ottenuto il sostegno delMinistero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.
 
Il regista Francesco Prisco parla del suo film:

NOTTETEMPO È UN FILM DI GENERE? ÈUN NOIR? COSA ACCADE NOTTETEMPO EPERCHE’ LA NOTTE?
Dalla nottesi parte e alla notte si ritorna. Un movimento circolare di inquietudine che sicompleta in quello che mi piace pensare come un “viaggio al contrario” delprotagonista, un ritorno al proprio passato, alla ricerca di una vita darecuperare. Obiettivo ineccepibile, se non fosse per i modi con i quali Matteo(Giorgio Pasotti) decide di riprendersi la sua vita. Lui è un personaggioistintivo e solitario, che pone al centro i suoi bisogni senza dare molto pesoalle conseguenze. Sono proprio le sue azioni a indirizzare la storia verso unpercorso noir. A fare da contrappunto al suo viaggio di ritorno alleorigini, però, c’è quello della giovane Assia (Nina Torresi) che ne intraprendeuno verso un amore immaginifico, ancora tutto da vivere. Il viaggio la portaoltre i propri confini e per la prima volta si addentra nel territoriominaccioso delle vite degli adulti. Enrico (Gianfelice Imparato) la accompagnae asseconda il suo desiderio di raggiungere Matteo, ma non è solo per unoslancio di benevolenza che decide di farlo, il suo bisogno è quello di chiudereuna partita con il dolore. Attraversando l’Italia i tre personaggi seguono lastessa traiettoria di viaggio ma ognuno con uno scopo diverso. Quello che liaccomuna è che si mettono in viaggio d’impulso, con l’urgenza di una decisionepresa nottetempo …

I TRE  PERSONAGGI  FANNO UN  VIAGGIO  DA SUD  A  NORD, OGNUNO  CERCAQUALCOSA O QUALCUNO. CHE VIAGGIOE’?
Non sonomai stato una persona completamente appagata. Cerco sempre qualcosa che non ho,o che non ho più e così mi riesce difficile godermi il presente. Anche in“Nottetempo” ogni personaggio desidera qualcosa che non può avere; tutti,comunque, si muovono spinti da un sentimento, senza il quale non potrebbeesistere nessun movimento, nessun viaggio.

I LUOGHI DEL FILM NON SONORICONOSCIBILI. C’E’ UN SUD (CASERTA E DINTORNI) SENZA LE CARATTERISTICHECLASSICHE CHE DISEGNANO IL “SUD” (IL MARE, IL DEGRADO...) STESSACOSA PER IL NORD. CHE LUOGHI SONO?
In fondo,il film potrebbe essere ambientato ovunque. Mi interessano gli antipodi, ladistanza di luoghi e di vedute. Di Napoli e del sud non ci sono riferimentievidenti, e questa è stata una volontà precisa. Non mi piace l’oleografia,specialmente quella che riguarda il mio sud, la mia città. Di Bolzano, invece,ho amato le montagne che la assediano e che mi hanno aiutato ad accentuare ilsenso di “costrizione” che assedia alcuni personaggi del film.  

PASOTTI “CATTIVO”, NON L’ABBIAMOMAI VISTO AL CINEMA. E’ STATO DIFFICILETRASFORMARLO?
Per me, la difficoltà maggiore, mastimolante e divertente, è trovare l’attore giusto per la parte. Quando loscegli bene, gran parte del lavoro è bello che fatto. Con Giorgio mi sono trovatobenissimo, sia come uomo che come professionista. Ci siamo divertiti acostruire insieme un personaggio che, più che cattivo, definirei “scorretto”.Per Giorgio un ruolo inedito, ma ha dimostrato di potersi allontanare confacilità dal ruolo del ragazzo della porta accanto che siamo abituati a vedere.Lui è conosciuto anche per il suo trascorso da campione di kung.fu, quindi è dibase un uomo prestante, ma io lo avevo immaginato più massiccio e nerboruto.Così, il povero Giorgio si è sottoposto a un massacrante periodo di palestraper tirare fuori quello che si vede nel film. Infine l’ultimo “sacrificio”:abbiamo deciso di eliminare il ciuffo, preferendo un taglio più corto chemettesse in risalto le spigolosità del suo viso.

E IL RUGBY NEL FILM?
Concettualmente, il rugby rispondead un bisogno di etica. Pur essendo uno sport rude, a tratti violento, si fondasu principi nobili. Nel film ricorre una frase che conoscono tutti gliappassionati di questo sport: “IL RUGBY E’ UN GIOCOBESTIALE GIOCATO DAGENTILUOMINI”. MaMatteo, rigoroso giocatore di rugby, nella vita contraddice quello che afferma sulrettangolo di gioco, e si limita a mostrare solamente l’aspetto “bestiale”della sua personalità. Mi piaceva questa grande incoerenza del personaggio...

E’ STATO DIFFICILE ESORDIRE NELLUNGOMETRAGGIO? RACCONTA QUALCOSADELLA TUA FORMAZIONE / PERCORSO...A CHE CINEMA GUARDI?
Vengo dal mondo dei cortometraggi.Ne ho realizzati una mezza dozzina e devo dire che tutti mi hanno regalatodelle grandi soddisfazioni. Mi ritengo fortunato ad aver avuto persone chehanno creduto in me e che hanno assecondato la mia idea di cinema. Hotantissimi riferimenti, ma mi innamoro dei film che trasudano “cinema”.Eastwood, Inàrritu, Jeunet, Scorsese, Refn, solo per citarne alcuni. Sonoautori diversissimi che, ognuno a modo suo, riescono ad esprimere un’idea dicinema personale, denso. Adoro i film a cui ripenso, quando delle scene, ancoradopo giorni, mi riaffiorano alla mente per tornare a rapirmi.




  




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