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LA CONTESSA AZZURRA
di Claudio Gora


Film del 1960 prodotto da Achille Lauro con la Partenope Cinematografica per la regia di Claudio Gora.
Inizi anni '60. In una via del centro di Napoli è in corso uno sfratto. Sopraffatta da grattacieli, una piccola villa umbertina sta per essere abbattuta per dar corso al nuovo piano regolatore. Teresa Curcio, l'anziana proprietaria, malgrado le tante offerte ricevute e la modesta condizione finanziaria, aveva sinora sempre resistito alla vendita, legata a quella casa da chissà quali ricordi ed affetti. Ora, con le lacrime agli occhi, la donna la lascerà per sempre...

La storia di Teresa Curcio, un tempo celebre attrice del Cinema muto e che nessuno ormai ricorda più, è intrecciata a quella di un uomo, affascinante e geniale, sebbene spesso inconcludente e di facili entusiasmi, regista di teatro e di Cinema, figura tipica della Belle Epoque: Salvatore Acierno.
Inizi anni '10, Salvatore Acierno sta girando a Napoli il suo primo film, La Contessa Azzurra, prodotto da Peppino Razzi, impresario del Salone Margherita, il più rinomato cafè-chantant della città. Protagonista della pellicola è la famosa quanto capricciosa attrice francese Loreley, che in seguito ad un duro diverbio con il regista abbandona la lavorazione. Acierno la sotituisce con la giovanissima Teresa Curcio, semplice ed ingenua ragazza del popolo, stiratrice in una bottega del centro, che durante le riprese si innamora dell'uomo. Intanto però Loreley, donna affascinante e fatale, convince Acierno a seguirla a Parigi e a rinunciare al film.

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Razzi, preoccupato di rimetterci altri soldi, abbandona il materiale girato nelle mani di Armandino, l'operatore di Acierno, che, con l'aiuto di Teresa e di Luigino, il protagonista maschile, decide di terminare la pellicola in proprio. Nonostante le traversie produttive, il film riscuote un clamoroso successo e Teresa diventa in breve tempo una vera e propria star. Razzi intanto non riesce a darsi pace: il cinematografo di fronte al suo locale, programmando il film che egli stesso ha prodotto e troppo velocemente ceduto, gli sta portando via tutto il pubblico. 
Dopo la parentesi parigina, Acierno rientra a Napoli per realizzare un grande spettacolo da varietà, finanziato da Razzi, ispirato ai balletti delle Folies Bergere; vuol fare però le cose in grande e propone all'impresario di rimodernare il locale  secondo le mode parigine. Razzi, dopo un'iniziale resistenza, cede. Teresa si presenta ad Acierno chiedendogli di poter tornare a lavorare con lui; cerca di fargli capire che pur di stargli vicino sarebbe pronta a fare qualsiasi cosa. 

Acierno però, quasi fuggendo il primo sentimento sincero che si affaccia alla sua vita di scapolo impenitente e forse considerando la differenza di età con la giovane ragazza, la invita a ritornare a Roma, dove nel frattempo ella ha girato numerosi film, e a proseguire la carriera di attrice cinematografica. Dopo un buon successo iniziale, razzi, a causa dell'atmosfera di guerra ormai alle porte, è costretto a smontare lo spettacolo. Teresa, venuta a consocenza del crollo finanziario che ha colpito lo stesso Acierno, intanto sparito da Napoli, paga tutti i suoi debiti e rileva la casa ipotecata. Scoppia la guerra. Nessuno ha più notizie di Acierno. 

Intanto gli affari per il Salone Margherita vanno sempre peggio. Razzi chiude il locale e insieme a Teresa e ad altri attori decide di andare in prima linea a tenere spettacoli a beneficio dei soldati. Inizia così il loro girovagare da un paesino all'altro, da un ospedale all'altro; ed è in queste circostanze che Teresa incontra Acierno, volontario al fronte, e gli confessa il proprio amore, finalmente ricambiato. La donna riparte felice, lo aspetterà a Napoli. Ma, poche ore dopo, Acierno muore nel corso di una missione. Teresa, sola con i suoi ricordi, gli rimarrà fedele per tutta la vita abitando nella sua casa, quella casa che ora un "tempo nuovo" le toglierà per sempre.

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