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L'ARTE DELLA FELICITA'
di Alessandro Rak

Sotto un cielo plumbeo, tra i presagi apocalittici di una Napoli all'apice del suo degrado, Sergio, un tassista, riceve una notizia che lo sconvolge. Niente potrà più essere come prima. Ora Sergio si guarda allo specchio e quello che vede è un uomo di quarant'anni, che ha voltato le spalle alla musica e si è perso nel limbo della sua città. Il taxi diviene il microcosmo in cui si rinchiude per fuggire al suo mondo, ma dentro cui il mondo entra ed esce attraverso i suoi passeggeri. Mentre fuori imperversa la tempesta, l'auto comincia così ad affollarsi di ricordi, di speranze, di rimpianti, di nuove occasioni. Ora sa chi sono i passeggeri: sono anime, fantasmi, memorie, strade. Oppure sono messaggeri di un sole che nasce altrove e portano con sè la rivelazione di ciò che è oltre il confine del proprio parabrezza. Prima o poi la pioggia smetterà di cadere ed il cielo si aprirà. E da lì verrà la fine. O tornerà la musica. 
l'arte della felicità
"Napoli, questa città, questa gente...siamo davvero noi la casa dell'anima o piuttosto la sua gabbia?"
(da L'arte della Felicità)
SCHEDA TECNICA

animazione Italia 2013

regia:  Alessandro Rak

sceneggiatura: Alessandro Rak, Luciano Stella

produttore: Luciano Stella

prodotto da Big Sur, Rai Cinema, Cinecittà Luce

produzione esecutiva MAD Entertainment

aiuto regia Ivan Cappiello, Marino Guarnieri, Dario Sansone

Voci dei personaggi:

Leandro Amato, Nando Paone, Riccardo Polizzy Carbonelli, Renato Carpentieri, Jun Ichikawa, Lucio Allocca, Patrizia di Martino

 
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COLONNA SONORA
recensione a cura di Paco De Renzis
Un pregevole cartoon esistenzialista nato dalla creatività partenopea

Una piccola grande gemmad'animazione ha fatto irruzione nell'universo cinematografico contemporaneo: L'Artedella Felicità è il risultato dello straordinario lavoro della MadEntertainment, un collettivo (stile factory warholiana) di una quarantina dicreativi napoletani, disegnatori, musicisti, autori che, capitanatidall'imprenditore-produttore Luciano Stella, ha dato vita ad un progetto cheambisce a creare cinema d'animazione per adulti sullo stile di Valzercon Bashir, Persepolis, Appuntamento a Belleville.

L'Arte della Felicitàoltre ad essere un eccellente prodotto della creatività artigianale di questafactory è sopratutto un ottimo film, una storia originale ed emozionante, dalsapore esistenzialista e filosofico, malinconico e speranzoso: in una Napoliflagellata da una pioggia costante e dalla presenza dei rifiuti per le stradesi aggira nel suo taxi Sergio, con una lettera sul cruscotto che non ha ilcoraggio di leggere. Sergio è taciturno, pensieroso, uggioso come il tempo, maprincipalmente è triste perché suo fratello Alfredo è morto, e quella letterache non ha il coraggio di leggere gliel'ha scritta lui prima di morire.

Oltredieci anni prima i due fratelli erano dei promettenti musicisti e tutta lacittà parlava del loro talento; ma da un giorno all'altro Alfredo decide diandare via da Napoli e partire per la Cambogia, per una sorta di ritiro spirituale, eSergio non riesce a comprendere la decisione del fratello sentendosi quasiabbandonato. Il distacco da Alfredo porta Sergio a farla finita con la musica econ quella fuga dalla disperazione della vita che insieme avevano intrapreso, e,quasi abbandonato il desiderio di vivere la propria passione a vantaggio delsemplice sopravvivere, rileva la licenza di tassista dello zio Luciano.


Il taxi diventa l'universoattraverso cui Sergio resta legato al mondo esterno, in un continuo via vai dianime rivelatrici di situazioni e condizioni umane che affollano una cittàemblema della società contemporanea, grazie a cui riaffiorano i ricordi deltassista, i rimpianti che si travestono da speranza, l'impossibilità di fare iconti con gli altri senza essersi liberato dal peso che gli affligge l'anima. Eil fratello, Alfredo, sempre presente nei suoi pensieri, ancora di più ora cheè morto e con quella sua lettera da leggere, e la paura di ciò che possarivelargli.
Sergio è in bilico, attende la catastrofe ma sente qualcosarinascere nella propria anima, e nonostante il presagio apocalittico e loscenario infernale forse è proprio oltre il parabrezza di quel taxi che puòrinascere la vita e ritornare il sole.


L'Arte della Felicità èun'opera surreale ma di impatto emotivo forte perché gli elementi narrativisono simbolici al di là della connotazione filosofico-religiosa che gli si puòattribuire: la bellezza dei disegni che rappresentano la città di Napoli in unperenne temporale ha una marea di significati che potrebbero essere analizzatia livello sociologico ma hanno forza maggiore se inclusi in una storia comequella raccontata da una sceneggiatura non banale e neppure autoreferenziale omoralizzatrice. Il regista Alessandro Rak, illustratore dal talentostraordinario, ha scritto con Luciano Stella una parabola affascinante esuggestiva sulla vita, sulle scelte, sulla rinascita, su Napoli; l'inizio senzaparole che dalla pace di Angkor vola nel caos della pioggia del capoluogopartenopeo è il primo dei numerosi passaggi che caratterizzano un film incontinuo movimento, dai continui sbalzi emotivi, con scelte rischiose comequella della verbosità dello speaker della radio che il protagonista ascolta incontinuazione o come quella dei favolosi intermezzi esplicativi che mostrano untaxi giocattolo nella sua odissea tra scenari immaginari.

Eppure l'originalitàdell'opera, anche nei suoi azzardi narrativi, ha la capacità di far chiudere uncerchio emblematico che fa sposare perfettamente la scrittura e l'animazione,la storia del protagonista e la rappresentazione di una città.
Fondamentale per la riuscita delfilm l'apporto delle musiche di Antonio Fresa e Luigi Scialdone (soci fondatoridella Mad Entertainment) e sopratutto della colonna sonora tutta partenopea conle canzoni dei Foja, dei 24 Grana, di Gnut, dei Guappecartò, di Joe Barbieri,di Luca Di Maio, dei Tarall&Wine, e della bella voce di Ilaria Grazianoaccompagnata da Francesco Forni.
Proprio Ilaria Graziano dà voce al canto dell'interpretefemminile principale de L'Arte della Felicità, Antonia,l'incontro rivelatore, la scoperta fondamentale, la possibilità di rinascita,mentre a doppiare il personaggio per il resto del film è JunIchikawa; a proposito di voci, quella del protagonista Sergio è diLeandro Amato, di Nando Paone quella del fratello Alfredo, mentre è RenatoCarpentieri a dare sfogo e anima ai pensieri dello zio Luciano.


Sono molte le scene che fannoCinema ne L'Arte della Felicità così come la citazione (voluta o meno chesia) che accomuna il monologo-sfogo del tassista Sergio e il protagonista de La25a Ora di Spike Lee, per uno straordinario ritratto dellacontraddizione e del conflitto imperante nella personalità del personaggioprincipale del film. Sulla base di un'idea semplice ("non può piovere per sempre") contornata da dubbi che difficilmentepotranno mai avere risposte ("Napoli,questa città, questa gente...siamo davvero noi la casa dell'anima o piuttostola sua gabbia?") L'Arte della Felicità è un'operapregevole, lontana dalla retorica e realisticamente visionaria.
   
(articolo pubblicato da l'Indiependente webzine)
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