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IL SEGRETO
di Cyop&Kaf

A Napoli è appena passato il Natale. Un gruppo di bambini trascina alberiormai  dismessi, a volte chiesti ai proprietari, a volte sottratti conl’astuzia, per i vicoli dei Quartieri Spagnoli, discute animatamente, difendela preda. È Il segreto, film del collettivo di artisti partenopei cyop&kaf:un lungometraggio in cui per 90 minuti i protagonisti, insieme agli alberi,trascinano con sé anche lo spettatore, in un vortice fatto di scorribande,sfide e vitalità inarrestabile. cyop&kaf ci portano nel mondo delle piccolebande di ragazzini che ogni anno, come da tradizione, “raccolgono” gli alberiper il falò di Sant'Antonio. Solo alla fine scopriremo perché gli scugnizziaccumulano abeti in un vecchio cantiere, mentre col susseguirsi delle scene sisvela la loro identità, i rapporti di forza che regolano il gruppo, lecondizioni sociali e culturali in cui vivono, la loro determinazione e laconfidenza con il disagio. Gli adulti sono sullo sfondo, in unarappresentazione in cui sono attori secondari.
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SCHEDA TECNICA

documentario, Italia 2013

regia: Cyop&Kaf

fotografia: Ciro Malatesta

montaggio: Alessandra Carchedi

montaggio del suono: Massimo Mariani

musiche: Enzo Avitabile 

secondo operatore: Daniele De Stefano

materiale di repertorio: Amedeo Fasanella

distribuzione: Lab 80

produzione: QS, Parallelo 41, Napoli Monitor, Antonella Di Nocera, Daria D'Antonio
note di regia (cyop&kaf)
Cyop&Kaf usa dipingere, anche se talvolta inciampa nellascrittura, nell’urbanistica, nella fotografia. Quando per la prima voltagli è capitata una telecamera tra le mani era intento da tre anni adialogare con i Quartieri Spagnoli di Napoli. Il frutto di questo lavorìoè diventato prima un libro, QS, e adesso un film, Il segreto. Dueopere-sintesi, che insieme provano a dar conto della complessità di unquartiere corroso dai pregiudizi. Per guardare dietro e dentro l’apparenzaspesso brutale delle cose.
In molti quartieri di Napoli la raccolta degli alberi per il falò del giorno di Sant’Antonio è una tradizione, un rito, un gioco avventuroso che i ragazzi di strada si tramandano di generazione in generazione.
Per chi li osserva da fuori è spesso solo una sequenza di atti di teppismo e schiamazzi fino a tarda ora, che si conclude con un pericoloso incendio troppo vicino ai palazzi.
Volevamo raccontare quello che accade in molte strade della città nel mese di gennaio, da un punto di vista il più possibile prossimo a quello di una banda di ragazzi.
Seguirli nelle loro ricerche, osservare le alleanze e le scaramucce con altre bande, documentare i caratteri, il linguaggio, i codici di comportamento.
Eravamo certi che sarebbero emerse in questo modo, spontaneamente, tutte le domande che ci facciamo da tempo, e che è necessario farsi, sul rapporto che intercorre tra bambini e città. 
I ragazzi si sono lasciati riprendere senza curarsitroppo di noi. Erano troppo impegnati nella loro “missione”. Abbiamo potutogirare in questo modo perché ci conoscono bene, da anni viviamo nel quartiere,ne dipingiamo i muri, non siamo un corpo estraneo. Senza dircelo, ci hannoaccordato la loro completa fiducia.
Il Segreto è stato girato nei primi 15 giorni del gennaio 2013, con unatelecamera semplicissima, al seguito di una banda di ragazzini dei QuartieriSpagnoli impegnati a fare alberi: i registi li hannoseguiti nella loro incetta di abeti post-natalizi, recuperati nelle vie dellaNapoli bene come negli angoli delle zone più popolari della città. La telecamera accompagna la banda con una presenza discreta ecostante: in sella al motorino quando i ragazzi trascinano alberi sulle dueruote, a bordo della strada quando nascondono il bottino negli anfratti urbani,all’interno del cantiere abbandonato quando depositano gli abeti nella lorobase (un vuoto lasciato dalla demolizione, ormai più che ventennale, di unpalazzo che era stato vittima del terremoto del 1980)


visto dai critici
Nessun commento, nessuna «spiegazione», ma la scommessa di restituire lavitalità e la spontaneità di una generazione che trova il proprio codiceidentitario nell’ubbidire a una «legge» che nessuno ha scritto” 
Paolo Mereghetti, Corriere della Sera 

E segreto è anche quel sentimento di relazione che i registi riescono acostruire coi protagonisti, una reciprocità forte, rispettosa degli spazi e delrito dei ragazzi, e insieme capace di farne scorrere la vitalità e l’energia” 
Cristina Piccino, Il Manifesto

cyop&kaf ci hanno dato un nuovo punto di vista, diretto, pulito, ad altezza bambino, nascosto tra i vicoli bui anche con il sole, sotto le luci gialle del centro di notte. In un cortile nato sulle rovine di un terremoto e dove si è aspettato invano la nascita di qualcos’altro
ContemporaryArt, Blog

riconoscimenti
“Per aver trasformato in cinema il caos della
strada, mutandolo in un nuovo ordine del mondo
di irrazionale potenza”
Miglior opera prima, Cinéma du réel

“Per la sua energia anarchica, la celebrazione di
un rito di passaggio, la pratica sovversiva di un
gruppo di ragazzi che reclamando il loro spazio
rimappano la città di Napoli in un processo
continuo di costruzione e distruzione”
Miglior film straniero, Pravo Ljudski Festival

“Per l’immediatezza della narrazione e dello
sguardo su un gruppo di ragazzini napoletani,
mossi dal desiderio di identità e spirito
di appartenenza alla loro città”
Menzione Gianni Volpi, Bellaria film festival

Menzione Speciale Torino Film festival 2013; Premio UCCA 2013; Premio ExtraMuros Pravo Ljudski Film Festival Sarajevo 2014; Menzione Speciale DocLisboaLisbona 2014; Miglior Documentario e Vesuvio Award Napoli Film Festival 2014;Premio Speciale della Giuria Fronteira-Festival Internazionale del FilmDocumentario e Sperimentale Goiânia (Brasile) 2014; Finalista David diDonatello 2014; Menzione Gianni Volpi Bellaria Film Festival 2014; Terre diCinema Trembly en France Parigi 2014; Cinéma du Réel Parigi 2014; presentato alTrue False Film Festival 2015 di Columbia, Stati Uniti (5-8 marzo)




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