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FORTAPASC di Marco Risi
 
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SCHEDA TECNICA

drammatico-biografico, Italia 2009 

regia: Marco Risi

sceneggiatura: Marco Risi, Andrea Purgatori, Jim Carrington, Maurizio Cerino

fotografia: Marco Onorato

montaggio: Clelio Benevento

musiche: Franco Piersanti

scenografia: Sonia Peng

costumi: Oreste De Francesco

produttore: Angelo Barbagallo, Gianluca Curti, BiBi Film, Minerva Pictures, Rai Cinema

cast: Libero De Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Salvatore Cantalupo, Gianfelice Imparato, Ennio Fantastichini, Massimiliano Gallo, Gianfranco Gallo, Ernesto Mahieux, Antonio Buonomo, Renato Carpentieri, Marcello Mazzarella, Daniele Pecci, Gigio Morra, Duccio Camerini
FORTAPASC di Marco Risi
il 23 settembre 1985 la camorra uccidevaGiancarlo Siani

Era il 1985, Giancarlo aveva 26anni e “lavorava” a Il Mattino; più che giornalista era un abusivo (come lui sidefiniva), senza contratto ma con tanta passione e voglia di fare;corrispondente da Torre Annunziata doveva occuparsi di scippi, rapine, omicidi,ma in quegli anni nella cittadina vesuviana, che lui raggiungeva ogni mattinadal Vomero, imperversava la camorra con il clan Gionta a dettare legge, con lespartizioni di territorio imposte dai Nuvoletta e le guerre con i Bardellino egli Alfieri.C’era la connivenza dei politiciche truccavano gli appalti ultramilionari del post terremoto per favorireimprese di amici e parenti dei malavitosi, e puntualmente, una volta vinte legare, i lavori della ricostruzione si bloccavano, spesso non cominciavanonemmeno.Giancarlo, con alle spalle lacollaborazione all’Osservatorio sulla Camorra di Amato Lamberti, inizia adindagare e ad informarsi su questa losca situazione e comincia a trattarel’argomento nelle sue corrispondenze da quello che lui stesso ha definito“Fortapasc”, un territorio assediato dalla malavita.A 26 anni, oltre al desiderio didiventare giornalista, c’è una vita fatta di gioia, sogni e passioni, amicizieproblematiche, amori e liti, gelosie e riappacificazioni: Giancarlo è unragazzo e come i suoi coetanei ama la musica e il divertimento, ma crede anchenella verità e nella giustizia e attraverso il suo lavoro vuole raccontare edenunciare i misfatti che hanno reso la sua città il regno della criminalitàorganizzata.

All’indomani dell’arresto delboss Valentino Gionta, Giancarlo scrive un articolo in cui spiega le manovreche i Nuvoletta, di concerto con i Corleonesi di Totò Riina, stanno attuando inCampania per ristabilire ordine dopo la guerra scoppiata nei territorivesuviani, ossia la volontà di sacrificare il capofamiglia di Torre Annunziatanon uccidendo ma consegnandolo di fatto alle forze dell’ordine.Stranamente  dopo la pubblicazione di questo articoloarriva per Giancarlo una sorta di promozione, viene chiamato alla redazione diNapoli con la promessa di avere finalmente un contratto con Il Mattino, ma nonper continuare ad occuparsi di criminalità e portare avanti la sua inchiestasulla camorra, deve cominciare a scrivere di sindacati, disoccupazione emanifestazioni.Proprio quando pare che sianoriusciti in questo modo a tenerlo a bada lui si convince a proseguire le sueindagini, a raccogliere informazioni, a scoprire gli intrecci tra malavita epolitica campana…ma qualcuno ha già deciso il suo destino che verrà segnatodefinitivamente il 23 settembre 1985. 

Marco Risi ha fatto un film che, comelui non si è mai stancato di dire, era necessario: la storia di Giancarlo Sianiè stata trattata più volte dalla stampa in questi anni e una volta anche dalcinema con il piccolo film indipendente E io ti seguo di Maurizio Fiume chein pochi hanno potuto vedere, purtroppo, per colpa della distribuzione malatadel nostro paese.Dodici anni dopo l’omicidio Sianila vicenda giudiziaria è stata portata a conclusione anche grazie allacollaborazione di tre pentiti, e alla fine della pellicola i responsabili dellafamiglia Nuvoletta vengono menzionati insieme a Valentino Gionta che invece èstato scagionato dall’accusa per questo omicidio ma sconta diversi ergastoli ingalera per altre accuse di stampo mafioso.    

La sceneggiatura scritta daigiornalisti Andrea Purgatori e Jim Carrington evidenzia l’umanità di un ragazzoalle prese con il suo sogno da realizzarsi in una condizione di terrore che luidecide di raccontare, con coraggio istintivo contornato da una paura naturale;la narrazione scelta da Risi è emblematica perché alleggerisce in alcunimomenti la storia mostrando la quotidianità di Giancarlo, l’amore per la suaragazza, la sofferenza per un amico con problemi di droga, la passione per lamusica, il tutto non tralasciando i morti ammazzati, la guerra di camorra, laferocia e il cinico macchiettismo dei boss degli anni ’80; non vengonorisparmiate immagini sanguinolente e sarebbe stato deleterio alla storiaevocare solamente queste atrocità senza mostrarle, ed è da sottolineare lacapacità di simboleggiare la condizione che in quegli anni viveva la città diNapoli con particolari minuziosi caratteristici di quel momento storico. 

Tra il cinema d’inchiesta e lacommedia drammatica, Fortapasc è da considerarsi un filmd’impegno civile che per costruzione e scelta narrativa può piacere allamaggioranza del pubblico cinematografico, a quello più legato alla concezioned’autore così come a quello abituato al racconto classico e di facileapprendimento, ed è grazie alla tenacia di un produttore come Angelo Barbagallose Marco Risi è riuscito a portare a termine quest’opera dedicata alla memoriadel padre Dino, morto durante le riprese.Cast di eccezionale intensità conun Libero De Rienzo davvero molto bravo; napoletano di nascita e romano diadozione, l’attore mostra con naturalezza la condizione emotiva che in queimesi ha vissuto Giancarlo Siani, senza eccedere nei momenti di sbalzo umoralema con una impressionante capacità esplicativa nelle espressioni e nellinguaggio, mai sopra le righe.Tutti gli attori napoletani sonoda lodare, da Gianfelice Imparato a Salvatore Cantalupo (entrambi visti in Gomorra),da Ernesto Mahieux a Renato Carpentieri, da Gigio Morra ad Antonio Buonuomo; matra loro vanno menzionati senz’altro i fratelli Massimiliano e Gianfranco Galloche, nei ruoli di Valentino Gionta e Donnarumma, offrono una interpretazione diefficace teatralità. 

Brava Valentina Lodovini nellaparte della fidanzata di Giancarlo, così come Michele Riondino in quelladell’amico Rico; per il ruolo minore, ma non meno importante, del SindacoCassano si è andati sul sicuro con l’impeccabile Ennio Fantastichini.A decenni di distanza daquell'omicidio il ricordo di Giancarlo Siani è vivo nella città di Napoli; mail paradosso vuole che la concezione di omertà e di sottomissione a determinatipoteri forti continui ad essere il maggiore combustibile per la malavita indoppiopetto, quella che insinuatasi nelle istituzioni non ne esce piùcondizionando il vivere civile di una popolazione, quella che Siani dagiornalista aveva scoperchiato e raccontato, quella che col passare degli anniha imparato a uccidere lentamente piuttosto che a giustiziare, quella chegrazie alla politica e all'alta finanza si è conquistata un potere e un tesoroche paiono non avere mai fine...e a parte sporadiche mosche bianche sia ilgiornalismo che la società civile si sono adagiate in un limbo che non va oltrela denuncia e la protesta ad effetto, una tantum, per sentirsi con la coscienzapulita. 

Nella "Fortapasc"raccontata allora da Siani oggi si spara di meno ma si muore di più perché lacamorra è divenuta più ricca e ancora più potente lucrando sulla salute e suirisparmi della gente: se le commemorazioni e i ricordi delle vittime dellamalavita servissero a tenere alta l'attenzione e a non abbassare mai la guardianei riguardi della presenza e dei traffici della criminalità organizzataandrebbero fatte quotidianamente...la sensazione è che, come al solito,l'opinione pubblica si aggrappi alle celebrazioni per darsi fiducia mollando lapresa e aspettando che sia qualcun altro ad occuparsi delproblema...esattamente il contrario di quello che pensava e faceva GiancarloSiani.
(articolo di Paco De Renzis)
  
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