NAPOLInelCINEMA

Napoli è Cinema…fa Cinema…ispira il Cinema

Cinema InternazionaleCortiEventiNewsRecensioni

“Dolce ricordo”: quando la memoria diventa un ponte tra culture – il corto brasiliano al Marano Ragazzi Spot Festival

condividi articolo

“Dolce ricordo“, il corto di Gregori Fiorini selezionato al XXIX Marano Ragazzi Spot Festival nella sezione Animazione

dal 9 al 14 novembre a Marano di Napoli

Alcune storie, pur raccontando un’esperienza profondamente personale, riescono a parlare a tutti. È questo il caso di “Dolce ricordo” (Doce Memória / Sweet Memory), cortometraggio di animazione scritto e diretto dal brasiliano Gregori Fiorini, prodotto da GF Production e nato a Fortaleza, nello Stato del Ceará, nel nord-est del Brasile. Con i suoi poco più di sei minuti di durata, senza dialoghi, solo con la musica di accompagnamento, il film porta al centro dello sguardo una bambina siriana costretta a lasciare la propria casa a causa della guerra e affronta, attraverso l’infanzia, temi universali come memoria, migrazione, identità, famiglia e appartenenza.

Yasmin attraversa la distanza dal proprio Paese portando con sé frammenti apparentemente semplici della sua infanzia: una bambola, una ricetta, alcuni datteri e soprattutto il ricordo della cucina della madre. Sono piccoli oggetti e gesti quotidiani, ma diventano il filo attraverso cui mantenere vivo un legame con ciò che è stato. Una volta arrivata in Brasile, la preparazione del maamoul, dolce tradizionale a base di datteri, assume così un significato che va oltre la cucina: diventa un gesto di continuità culturale, un modo per ricostruire dignità, identità e speranza.

È proprio nella scelta di raccontare la migrazione attraverso la memoria affettiva che “Dolce ricordo” trova la sua dimensione più significativa. Il film non riduce l’esperienza dello sradicamento alla sola perdita, ma mette in primo piano ciò che può sopravvivere al distacco: gli affetti, la cultura, il lavoro, le tradizioni familiari e la capacità di ricominciare. La memoria, in questo senso, non è soltanto il ricordo di un luogo perduto, ma diventa uno strumento per costruire un nuovo futuro.

Questa sensibilità trova una particolare risonanza nella 29ª edizione del Marano Ragazzi Spot Festival, dove “Dolce ricordo” è stato selezionato nella sezione Animazione, in programma a Marano di Napoli dal 9 al 14 novembre 2026. Il festival, dedicato al cinema, ai giovani, alla scuola e alla comunicazione sociale, ha scelto per questa edizione il tema “Connessioni”, intese come legami tra persone, generazioni, comunità, culture, territori, memoria e futuro.

In questo contesto, la presenza del cortometraggio di Fiorini acquista un valore che va oltre la semplice partecipazione internazionale. Con una tecnica di animazione molto raffinata e visivamente descrittiva, “Dolce ricordo” sembra infatti compiere, già nel suo stesso percorso produttivo e festivaliero, quella connessione di cui il festival parla: una storia siriana raccontata da un autore brasiliano, nata a Fortaleza e arrivata a Marano di Napoli, mettendo in dialogo esperienze, territori e culture geograficamente lontani.

È un viaggio significativo anche per il cinema indipendente brasiliano. Un’opera nata nel nord-est del Brasile attraversa l’oceano e incontra a Marano un pubblico giovane, le scuole, gli operatori culturali e una manifestazione che da anni utilizza il cinema come spazio di confronto e di educazione. La selezione del film contribuisce così a trasformare il festival in un luogo concreto di incontro: tra chi racconta e chi ascolta, tra chi parte da una memoria lontana e chi può riconoscervi qualcosa di profondamente vicino.

“Dolce ricordo” costruisce dunque la propria forza proprio attraverso i legami. Tra passato e presente, tra perdita e ricostruzione, tra Siria e Brasile, tra memoria familiare e futuro. E, attraverso il cinema, anche tra Fortaleza e Marano di Napoli.

È forse questo il senso più autentico di una “connessione”: scoprire che una storia nata lontano può trovare, dall’altra parte del mondo, qualcuno disposto ad ascoltarla e a riconoscerne il valore.

condividi articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *